giovedì, febbraio 25, 2010

Pierfrancesco Ferrara di Sky Tg 24
IL GIORNALISTA IMPERTURBABILE
"Nei momenti difficili
biosgna sdrammatizzare"

I telegiornalisti sono oramai abituati alle fastidiose incursioni del disturbatore della tv Gabriele Paolini; a volte in maniera comprensibile e giustificata reagiscono.Dall'ormai storico calcio in culo rifilato da Paolo Frajese del Tg 1, alla nota microfonata in faccia di Lorenzo Montersoli del Tg 5, alle botte di Cristina Bianchino del Tg5 (l'elenco è lungo...)Paolini è riuscito a prenderle da molti giornalisti.
Ultimante era stato invece Paolini a causare la caduta a terra (e per questo è stato giustamente denunciato per lesioni) di Sonia Sarno del Tg1, durante una diretta da Palazzo Grazioli.
C'è un giornalista però, che anche in queste situazioni davvero antipatiche, non ha mai perso la calma. Ha dimostrato una flemma incredibile e rimanendo sempre con il sorriso stampato sulla bocca.Nessuna reazione fisica e neanche verbale.Pierfrancesco Ferrara possiamo a ragion veduta definirlo imperturbabile.Fa parte della redazione politica di Sky Tg 24 .Noi Lo abbiamo contattato per raccontarci questo nostro video, sia nella parte andata in onda, che quella esclusiva nostra di fuorionda.
Come hai fatto a rimanere calmo e a sorridere dopo l'ultima incursione (vedi video sopra) del disturbatore della tv Gabriele Paolini.Mi chiedo come mai non hai avuto nessuna reazione che sarebbe stata comprensibile e giustificata ?

Il mio carattere sicuramente mi ha aiutato. Poi anche un po’ di esperienza maturata “sul campo” ha fatto la sua parte. Come sai, da anni e con una notevole frequenza, siamo per strada a fare dirette e collegamenti. Molto spesso ci capitano situazioni difficili da gestire: si tratta non solo e non sempre di incursioni, ma anche di semplici goliardate messe in atto da chi, passandoci vicino, saluta, urla, suona il clacson della propria auto ecc. Insomma il segreto (se così si può definire) è quello di concentrarsi esclusivamente sulla camera che si ha davanti sforzandosi di far finta che intorno non esiste nulla. Poi, quanto all’incursione oggetto della tua domanda, ti posso dire che, 10 secondi prima della sua entrata in scena, mentre ero già in diretta, l’operatore di servizio alla camera mi ha detto: “Sta arrivando Paolini”. Quindi ero anche un po’ preparato. Ho così provato a inclinare il microfono (che, in gergo tecnico, è un direzionale) per non far entrare la sua voce, scusandomi e “sperando” che i colleghi dello studio (come credo abbiano fatto subito) si riprendessero la linea quanto prima. Uso il termine “sperando”, perché spesso non abbiamo il ritorno video e quindi non sempre riusciamo a capire dal solo auricolare quanto stia accadendo in onda e/o in studio. Del resto bisognerà pur sdrammatizzare i momenti difficili no?

mercoledì, febbraio 24, 2010

Scandalo appalti grandi Eventi
PERCHE' BERTOLASO DEVE DIMETTERSI
il video-accusa del blogger Claudio Messora


Video e testo tratto dal Blog di Claudio Messora
http://www.byoblu.com/default.aspx


In Italia siamo circa 60 milioni in tutto. Ci sono almeno 327 aziende che si occupano di bonifiche ambientali. Solo in Sardegna ce ne sono almeno 18. Allo stesso modo, ci sono almeno 334 aziende che si occupano di raccolta e smaltimento rifiuti. 44 nella sola Campania. Vuoi vedere che Francesco Piermarini, il cognato di Bertolaso fratello della moglie Gloria -, era l'unico che poteva bonificare l'amianto della Maddalena? Vuoi dire che è stato solo un caso che lo stesso abbia costituito la Ecorescue International srl, società nata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, proprio mentre il cognato gestiva la munnezza in Campania? Vuoi dire che il fatto che Bertolaso, con il quale Francesco Piermarini giocava abitualmente a golf, si occupasse della gestione di grandi eventi, non abbia nulla a che vedere con la Mystic River srl, società che Piermarini ha aperto parallelamente, con i soliti 10.000€ di capitale versato?

Secondo Bertolaso, come puntualizzato l'altra sera durante unudienza del tribunale di Porta a Porta, non bisogna andare a cercare il pelo nell'uovo. Mio cognato è un esperto di bonifiche dice Ha lavorato con il guru delle bonifiche ambientali, che è Gianfranco Mascazzini, e per questa ragione è stato impiegato...

mercoledì, febbraio 17, 2010

Intervista a Donatella Calembo di Sky Tg 24
LA DJ CHE AMA LA POLENTA CONCIA
"blog divertente e utile
a non prendersi troppo sul serio"

E' stata una delle prime dj donne d'Italia.Ospite di Fuorionda News ancora una grande professionista di Sky Tg 24. Donatella Calembo lavora alla redazione milanese del canale all news da cinque anni, ecco l'intervista completa alla frizzante giornalista, con due inediti simpaticissimi (esclusivi ovviamente) suoi fuorionda commentati direttamente dalla protagonista.



(Fuorionda inedito esclusivo di Donatella Calembo )

1) Devo ammettere che on line non ho trovato molto su di te. Parlaci tu stessa della tua carriera giornalistica fino ad arrivare al tg di Sky .

Iniziai circa vent’anni fa, durante l’università a lavorare in radio. Da lì alla televisione il passo fu breve, visto che la società proprietaria della radio aveva anche una televisione privata, Primocanale di Genova, città in cui sono nata. Per due anni lavorai a Primocanale, prima per un programma sportivo, poi come giornalista di cronaca e infine come conduttrice di un programma contenitore del pomeriggio. Mi chiamarono a Milano e da quel momento la mia “carriera”, che per anni ho avuto la fortuna di poter definire hobby retribuito, si divise tra radio, tv e discoteca (credo di essere stata, anche se per poco tempo, una delle prime donne dj in Italia! )
Negli ultimi anni dopo aver lavorato in prevalenza nel settore dell’intrattenimento, musica e spettacolo, sono tornata a fare la giornalista “seria”……! E ho collaborato con varie testate per quanto riguarda la carta stampata. Da circa 5 anni sono a SkyTg24, in un primo momento occupandomi quasi in esclusiva di spettacolo, adesso anche di cronaca e politica.



(Fuorionda della.....Polenta concia: Donatella Calembo)
2) Spettacolo o cronaca. Quali sono le differenze nel raccontare questi diversi settori delle news? Quali preferisci fare ?
Risposta semplicissima : spettacolo e cronaca, e ultimamente ho scoperto una nuova passione, la politica. E diversificare aiuta a non annoiarsi mai. Ancor di più mi piacerebbe poter fare inchieste, occuparmi dei molti temi scottanti che riguardano la nostra società, dall’immigrazione alla corruzione, tanto per fare due esempi. Non ci sono grandi differenze tra lo spettacolo e la cronaca, in tutti e due i casi devi essere preparato, conoscere l’argomento di cui stai parlando e cercare di essere sempre fedele alla realtà cercando di informare riportando prima di tutto i fatti, poi se ne hai le competenze puoi anche dire la tua opinione.

3) Dalla radio alla tv .Un passaggio indolore il tuo ?
Assolutamente indolore, visto che quando è stato possibile ho fatto tutte e due le cose. E spero in futuro di poter sempre fare sia radio che tv e anche scrivere, sono tre modi di fare comunicazione completamente diversi e complementari.
4) Questo blog, FUORIONDA NEWS, è dedicato ai fuorionda . Che ne pensi ?
Penso che sia divertente, che sia utile soprattutto a noi che alcune volte ci prendiamo troppo sul serio. E saper essere ironici, anche verso se stessi, è indispensabile per saper vivere.
5)Commentaci i tuoi 2 fuorionda che pubblichiamo qui per la prima volta.
Che vuoi che ti dica, quando sei li in attesa della diretta, magari al freddo come in questo periodo è normale dire un po’ di stupidate tanto per far passare il tempo dell’attesa, magari sognando un bel piatto di polenta fumante mentre sei sotto la neve ed è quasi ora di cena. Sul fatto che alcune volte non si senta “bene” il ritorno dalla regia….beh capita….perdonata ?!

Grazie a Donatella per la disponibilità.

mercoledì, febbraio 10, 2010

Intervista esclusiva
GIORNALISMO, POLITICA E MATERNITA'
Letizia Leviti: segugio di Sky Tg 24
si racconta
...e commenta i suoi fuorionda



Qualche tempo fa l'avevamo colta in fuorionda con il pancione e ora è in maternità a casa con lui, il nuovo arrivato: Alberico Fernando. Letizia Leviti di Sky Tg 24 è una delle donne di punta del telegiornalismo in Italia. Inviata e conduttrice dei programi di approfondimento del canale all news di Emilio Carelli, in questa interessante intervista esclusiva ci parla delle sue esperienze in zone di guerra e pure di alcuni suoi fuorionda da Castelvolturno che l'hanno vista protagonista.Donna iperattiva, è stata anche candidato sindaco del suo paesino Bagnone, Letizia si racconta qui con entusiamo e parla anche di un suo libro sui prigionieri italiani in Iraq che sta per diventare fiction televisiva.Ma ecco l'intervista completa.



D - Sei stata inviata in vari paesi del mondo (Iraq, Afghanistan, Libano...) quali esperienze ti sono rimaste più impresse? Raccontaci qualche episodio particolare di cui sei stata testimone

R - Le aree di crisi sono aree di fascino e dolore e poter vivere da dentro determinate realtà rappresenta un’esperienza unica. L’Iraq è il Paese che ho conosciuto meglio. Un episodio? Un’intervista al rappresentante di Moqtda al Sadr nel sud del Paese. Mi accolsero uomini armati fino ai denti, la casa era blindata da decine di guardie, occhi neri ovunque mi guardavano con un misto di disprezzo e diffidenza. Fu una mezz’ora difficile almeno quanto quella che vissi un venerdì andando in moschea per la preghiera. Una ciocca di capelli uscì dal velo: venne un uomo, parlò con il mio operatore con fare minaccioso. Capii che era meglio andare via: ero stata involontariamente irriverente e la mia presenza era ormai una provocazione. Gli episodi che potrei raccontare sono decine: una notte di paura nella base per quello che sembrava un attentato fallito e poi era solo un insieme di coincidenze, la storia di una bimba dal volto sfigurato da una bomba, i colpi di mortaio che raggiunsero – senza esplodere – il container nel quale alloggiava un ingegnere italiano o una semplice chiacchierata con una donna irachena fiera di portare il velo.


E’ l’insieme di tante esperienze che fa la storia di una missione del genere e fa anche la storia della persona che le vive: vale anche per l’Afghanistan e per il Libano. Questi Paesi sono complessi e spesso – ancor più che l’Iraq – vengono raccontati in modo parziale, inesatto, da un punto di vista viziato da scarsa cultura e sensibilità. E così l’ignoranza contribuisce ad aumentare paura e diffidenza. Kabul non è solo Karzai e Talebani, a Beirut donne in minigonna e femmine coperte dalla testa ai piedi si incrociano per le strade, tra le luci di negozi e locali avanguardisti. Per tornare all’Iraq, nel sud del Paese pranzai in una capanna di paglia con alcuni sceicchi: tra i cuscini, per terra, computer e telefoni satellitari. Le stoffe delle loro tuniche – mi raccontavano – le facevano arrivare da Londra. E vogliamo parlare di Tehran? Sono arrivata in piena notte, da sola. Subito dopo sono andata alla tomba di Khomeini, ho percorso i vicoli della città, i musei, mi sono persa nel traffico, sono arrivata al cosiddetto “tetto di Tehran”, il punto più alto della città, dove c’è una stazione sciistica. Con me c’era una guida, Soheila, una donna: non ci è successo un bel niente, pur essendo sole. In Libano ho toccato con mano quanto coloro che spesso noi consideriamo terroristi siano anche – non solo, ma anche – parte integrante della società, garanzia di sicurezza e protezione per la popolazione, eroi da imitare per i bambini (e comunque…”beato il popolo che non ha bisogno di eroi”). Hezbollah nel sud del Paese rappresenta la gente. Punto. E’ stata un’interessante esperienza attraversare i loro famosi tunnel e poterli filmare, documentare: l’ho fatto grazie all’aiuto di un ex capo di Hamal. Con questi esempi – talvolta banali per chi conosce la storia di certi Paesi – vorrei far capire a un pubblico più vasto che è necessario sempre filtrare quello che si sente dire o si legge o – diciamolo – che si vede in tv. Occorre maturare una coscienza critica più forte. Filtrate, filtrate, filtrate anche me. E diffidate degli inviati di guerra che si pavoneggiano ad eroi, di quelli sempre un po’ enigmatici o dall’aria pensosa di chi ne ha viste tante. Filtrate…
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(Letizia in fuorionda da Castelvolturno)
D - Cosa pensi dei tuoi fuorionda? Non perdi mai il controllo, ma una volta…a Castelvolturno…
R - Ho visto i fuorionda e sono simpatici. Inutile dire che quello che mi piace di più è l’ultimo: ero nel mio paese d’origine direi strabaciato dalla fortuna con la vincita del più alto jackpot della storia italiana del Superenalotto. E soprattutto ero incinta e cioè, sebbene non magra come al solito, in uno stato di grazia. Non perdo mai il controllo forse perché sono concentrata sulla diretta e in effetti nei tuoi fuorionda sembro più seriosa di quel che in realtà sono. Che fatica e che ridere a Castelvoltuno! Decidemmo il giorno prima di metter su una puntata di Sky Tg24 Sera in diretta da lì, una puntata direi sperimentale e alla fine ben riuscita. La gestione era complessa e i collegamenti esterni poggiavano non su uno studio - come avviene di solito – bensì su un megacollegamento esterno. E’ così che mi sono messa a “sforbiciare” perché la regia comunicasse al mio collega Paolo Chiariello, corrispondente da Napoli, che il tempo a disposizione del suo collegamento era scaduto da un pezzo. Mi ha fatto ridere rivedere quei momenti, come penso abbia riso Paolo…
D - Tanti speciali, collegamenti, conduzioni e servizi. Mai la conduzione del tg: perché?
R - La mia indole è quella del segugio o del guerriero: corro, osservo, fiuto, combatto. Il mio direttore mi conosce e siccome sa fare bene il direttore sa che sono più adatta a un altro tipo di giornalismo. Si è aperta anche la possibilità della conduzione del tg, ma non era congeniale né al momento né alla mia più profonda natura. Mettermi alla prova è comunque per me quasi un vizio: chissà, magari lo farò. La conduzione del tg a Sky Tg24 non ha niente a che vedere con quella di un altro tg: tempi e modi sono diversi e soprattutto questo ruolo tende ad assumere connotati di esclusività. Non parti, non esci, non scrivi se non pochissimo. Diversa è la conduzione di un programma, in cui un tema viene approfondito e, pur nel massimo dell’obiettività, il giornalista fa il suo lavoro nel modo in cui sa “aprire” la notizia, elaborando schemi logici che dovrebbero portare il pubblico a capire di più e meglio cosa è successo. Così è stato per le mie esperienze in Sky Tg24 Sera e Nightline, due format molto diversi tra loro, ma con un unico scopo: fotografare la realtà. E farlo con una vecchia macchina fotografica, senza digitale, alias senza ritocchi.

D - Quanto è cambiata la tua vita dopo la fresca maternità ? Quando pensi potrai tornare alla tua attività di Sky Tg 24?
R - Sai che non credo che sia cambiata poi così tanto? E’ vero…mai avrei immaginato di sposarmi, mai avrei pensato di voler passare il resto della vita con un uomo, mai avrei pensato di poter avere un figlio subito dopo averlo desiderato. E’ successo e sono felice, ma sono sempre io, identica. Forse perché ho sposato l’uomo giusto o perché ho la gran fortuna di vivere in modo autentico, attitudine naturale che non s’impara su nessun manuale. In questo periodo sono in maternità nel buon ritiro di Bagnone, mio paese natale: le mie giornate sono diverse da quelle in missione o anche solo in redazione.



(In questa foto Letizia vestita da barbone per un servizio)


Ritmi più lenti, qualità della vita altissima, cura totale dei miei affetti, ma sono le cose che faccio più frequentemente ad essere cambiate, non io. Mio figlio Alberico Fernando è piccolo, ma in lui sento il sapore della mia infanzia, in questo borgo. La mia nonna abitava di fronte alla bella casa dove stiamo vivendo e io sono cresciuta con lei: se me lo avessero detto, avrei scommesso tutto che una storia così non sarebbe stata possibile. Invece eccomi qui: ho girato il mondo e sono tornata nel mio nido per far nascere il mio cucciolo e poi spiccare il volo insieme. Felice. Sono innamorata del mio lavoro, ma la vita è un insieme di armonie: quella giusta ora è quella che sto vivendo. Poi, magari tra qualche mese, tornerò a Roma con Alberico Fernando e mio marito. Ricomincerò a lavorare e sarà un altro momento nuovo, magari faticoso ma da scoprire. Per ora, mi occupo di lui, leggo molto e mi sto divertendo ad utimare un mio libro…e va bene così.
D - Non è il primo libro. “Forse domani t’ammazzo”, edito nel 2004, sta per diventare una fiction..
R – Sì e la regia sarà di Alessandro D’Alatri. “Forse domani t’ammazzo” è la storia intima di 58 giorni di prigionia in Iraq di Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino: il libro nasce dal loro racconto, che comprende anche l’atrocità della fine di Fabrizio Quattrocchi. Non aveva e non ha velleità politiche, è un prodotto di cronaca e anche un esercizio di buona scrittura. Sono molto contenta della decisione di farne una fiction, sta prendendo corpo un progetto molto importante e sarà interessante partecipare alla sceneggiatura.
D - Il libro non ha velleità politiche, ma tu sì. Sei stata candidata a sindaco alle ultime elezioni nel tuo paese. Perché questa scelta? Riesci a fare il consigliere comunale?
R – E’ stata un’esperienza straordinaria, al di fuori di ogni schema da bassa politica. Una storia di libertà. Perdente, certo. “Ci vuol passione, molta pazienza, sciroppo di lampone e un filo di incoscienza…”: così recita “Rossetto e cioccolato” di Ornella Vanoni, canzone che ho scelto per colonna sonora della campagna elettorale. Ho provato a spazzar via ogni interesse di bottega, a parlare al cuore della gente, a farmi carico dei loro bisogni, come si fa in una famiglia. Ho preteso troppo, ma il messaggio è arrivato. Ci credo e l’ho fatto perché mio padre l’avrebbe fatto. E’ morto quando avevo 9 anni, adorava il suo paese, Bagnone. Non me ne pento, anzi. Certo, ho tastato con mano come la politica può imbarbarire, dividere, fomentare sentimenti negativi: questa è la parte che non mi è piaciuta. Molto lenta e per niente rock, per dirla con Celentano. Ora facciamo opposizione in modo serio e sereno, senza perder tempo in litigi da copione. Le persone che erano in lista con me hanno creato un gruppo molto affiatato, continuiamo a vederci e facciamo attività che non chiamerei politica, ma sociale. Cerchiamo di fare qualcosa di buono per il paese, di portare all’attenzione della maggioranza i problemi, di controllarne l’operato e per l’estate abbiamo in mente di organizzare qualcosa di bello per questo splendido borgo medievale.
D - Che ne pensi del mio Blog FUORIONDA NEWS ?
R – Beh…che dire? Attenzione!!! Sei uno spione simpatico, ma certe “intercettazioni” tra giornalisti potrebbero essere molto pericolose o quantomeno molto scomode. Il blog è carino e fresco, ma soprattutto apprezzo l’idea, il guizzo, l’intuizione originaria. Insomma, hai fatto di un divertimento un lavoro: complimenti. Non ti venisse in mente di fare il giornalista…


Grazie a Letizia per la disponibilità.

venerdì, febbraio 05, 2010

Grave atto intimidatorio
contro l'amico Monteleone
INCENDIATA L'AUTO
DI GIORNALISTA ANTIMAFIA
a Reggio Calabria 'ndrangheta in azione


Combatte da sempre la mafia e i politici collusi.Dalle colonne del suo Blog
attraverso coraggiose inchieste agisce concretamente tutti i giorni contro i potenti della sua regione, facendone nome e cognome.Antonio Monteleone è un grande amico e collega: ieri notte qualcuno ha ridotto la sua macchina come vedete nella foto.
Quando i mafiosi reagiscono così e come sai anche io ne so qualcosa, vuol dire che hai colpito nel segno.Tonino, non mollare.Un abbraccio.
Andrea

mercoledì, febbraio 03, 2010

Intervista esclusiva
"QUEI CADAVERI RICOPERTI DI MOSCHE..."
Liliana Faccioli Pintozzi ad Haiti
per Sky Tg 24


Grande professionista e grande amica di questo Blog.Liliana Faccioli Pintozzi da poco è diventata corrispondente dagli Usa per Sky Tg 24 andando a ricoprire il post che fu di Jordan Foresi, ora tornato in Italia.E tra le prime emergenze di Liliana c'è stato subito Haiti, dove è stata immediatamente inviata.Almeno due collegamenti al giorno in diretta, alle 13 e alle 22.30 per Night Line, tantissimi servizi tg e collegamenti telefonici registrati.Sky Tg 24 ha coperto in maniera dettagliata l'immane tragedia che ha colpito il paese centroamericano.Abbiamo raggiunto Liliana al suo fresco ritorno a New York e fra le altre cose ci ha detto che la sua sfida (in relazione al nuovo incarico di corrispondenza) è appena cominciata.Ecco la toccante intervista integrale.

1) Terremoto di Haiti. Raccontaci le cose, da giornalista e da donna, che ti hanno colpito di più.

I cadaveri ovunque, gettati e ammassati l'uno sull'altro, o ancora incastrati tra le macerie, parte integrante della citta' terremotata. Ricoperti di mosche, gonfi, blu. Occhi strabuzzati, lingue di fuori, pose grottesche. In tv ho mostrato una minima parte di quello che era la realta'. Per rispetto dei morti, e dei vivi. Con grandi riflessioni se mi stessi, o meno, censurando. Se non stessi in qualche modo insultando il nostro mestiere, selezionando quello che mandavo in onda. Alla fine, credo di aver trovato un buon equilibrio. Le fosse comuni, dove i morti sono trattati come rifiuti.I feriti senza speranza, rifiutati dagli ospedali, e gia' era fortunato chi ci era arrivato, in ospedale. Una mamma che all'Ospedale Generale si e' sentita dire: e' disidratato, gli dia da bere, noi non abbiamo piu' antidolorifici o antibiotici. Aveva in braccio il suo bambino, di forse 3 o 4 anni, nudo, ricoperto di ustioni. Il senso di impotenza totale, la disperazione sorda.Le baraccopoli venute su dal nulla, l'assenza completa dello stato, una rivolta che non c'e' mai stata. E a me e' parso un miracolo che si e' rinnovato per tutti e 17 i giorni in cui sono rimasta la'. Certo, c'e' stato qualche scontro, qualche saccheggio. Ma una folla di 2 milioni di persone senza tetto, e per lunghi giorni senza acqua ne' cibo, non ha mai assaltato in massa i depositi dove pure sapevano esserci gli aiuti, o il compound delle nazioni unite, o il palazzo presidenziale gia' mezzo crollato - ma pur sempre un simbolo.Riassumendo: disperazione, impotenza, costante senso del pericolo. L'odore acre dei corpi in decomposizione che ti entra sotto la pelle e non va piu' via. Ma anche la vita che va avanti: la gioia di una partita di calcio in mezzo alle baracche;lo stupore dei bimbi piu' piccoli per il press badge con foto che portavo appeso al collo - erano affascinati, dalle foto; la grande dignita' di un popolo poverissimo.



(Terribile fuorionda da Haiti: cadaveri rovesciati in fosse comuni da una ruspa)
2) Polemiche sul coordinamento dei soccorsi ed aiuti umanitari. Bertolaso ha attaccato gli Usa ed è scoppiato un incidente diplomatico. Tu dal tuo punto di vista di inviato, cosa puoi dirci?

La macchina degli aiuti umanitari e' per definizione un elefante lento e difficile da far muovere in maniera coordinata. Se mi chiedi quale fosse la situazione sul campo, ti posso dire che i primi 4-5 giorni sono passati nel caos piu' totale, anche per i danni enormi subiti dalla missione delle Nazioni Unite (quartier generale crollato, piu' di 300 'dispersi' tra il personale, i sopravvissuti anche loro, giustamente, sotto schock). Dopo le cose hanno iniziato a muoversi, dovendo pero' sempre scontrarsi con l'assenza totale del governo di Haiti. Acqua e cibo sono stati a lungo un miraggio...Se mi chiedi la mia opinione sulle parole di Bertolaso, mi limito a risponderti che a mio avviso sono state inopportune. Port-au-Prince non e' L'Aquila, Haiti non e' l'Italia. I due terremoti hanno fatto danni diversi in situazioni di partenza diverse e con bilanci finali diversi. Soprattutto: usare Port-au-Prince come red carpet diplomatico mi e' sembrato di pessimo gusto (ma questo vale per tutti quelli che ad Haiti sono arrivati, hanno fatto un giro, e poi sono scappati via.... e la lista e' lunga).

3) Dal punto di vista giornalistico hai fatto anche molti collegamenti in diretta via sat. Sei soddisfatta del tuo lavoro?

Avrei potuto fare di piu' e meglio, ma ho dato tutta me stessa. Non so se sono soddisfatta, so che di piu' non potevo proprio fare. Anche perche' mai come questa volta le condizioni di lavoro erano proibitive. Per i primi 10 giorni i collegamenti in diretta avvenivano dalla pista dell'aeroporto con un rumore infernale che due auricolari sparati al massimo non riuscivano ad attenuare; i collegamenti satellitari saltavano in continuazione; i cellulari non funzionavano, ne' lo faceva il telefono satellitare arrivato con difficolta' dall'Italia. Potevi solo raccontare quello che avevi visto, sentito, scoperto, provato. Senza rete. Spero di averlo fatto bene, mantenendo il rispetto per le vittime, e tutelando il mio diritto/dovere di informare.



4)Da Bruxelles, a New York, Haiti.Come è cambiato il tuo lavoro di corrispondente USA per Sky Tg 24?

Meno politica italiana, piu' scenari internazionali. Stessa dose di economia. Una spruzzata di Obama-mania, e occhi aperti sulle piccole grandi storie che questo paese ti puo' regalare. Una nuova sfida, appena iniziata.

Grazie a Liliana per la disponibilità.

lunedì, febbraio 01, 2010

Il Decreto Romani censurerà la rete
PUBBLICARE VIDEO SUL WEB SARA' REATO
l'Italia come la Cina
parte la mobilitazione on line



Vogliono censura la rete.E' in corso l'attacco a Internet. Con questo Decreto Legge n.169 vogliono metterci il bavaglio.
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/AttiDelGoverno/pdf/0169.pdf


Scarica e diffondi il testo completo, dal sito ufficiale della Camera dei Deputati, prima che sia troppo tardi, della proposta di decreto legge di Paolo Romani.

Per capire bene le modifiche legislative che si vogliono introdurre è bene scaricare anche la legge in vigore .

http://www2.agcom.it/L_naz/dl177_05.htm

Di fatto sarà vietato a tutti i blogger, alle web tv e ai siti web pubblicare filmati. Paolo Romani, sottosegretario del Governo Berlusconi autore della proposta di Decreto Legislativo n.169. Le web tv vengono equiparate alle tv nazionali digitali !

Ecco direttamente la voce del sottosegretario Paolo Romani.


Dunque di fatto solo dopo l'approvazione di enti governativi una semplice web tv con filmati familiari potrà trasmettere !


Oggi persino il presidente dell'Autorità delle Comunicazioni Corrado Calabrò, nominato dagli stessi Berlusconi e Gasparri è intervenuto contro il Decreto Romani.Queste le sue parole dalle Agenzie.

''Un filtro generalizzato su internet da una parte e' restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall'altra e' inefficace perche' e' un filtro burocratico a priori''. E' il presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabro', a ribadire cosi', all'ADNKRONOS, le sue forti perplessita' alla regolamentazione prevista dal decreto Romani in materia di web. A suo giudizio, la soluzione indicata dallo schema di decreto che recepisce la nuova direttiva europea sull'audiovisivo, che giovedi' avra' il parere delle commissioni parlamentari competanti, ''e' tanto pesante quanto inefficace''.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Tv-Calabro-filtro-a-internet-posto-da-decreto-restrittivo-e-inefficace_4259639674.html


Questo Decreto insomma è il bavaglio di Internet.


Occorre una mobilitazione di tutti i blogger e di coloro che amano davvero la libertà per il ritiro immediato del Decreto Romani.Da destra e da sinistra tutti uniti !