giovedì, maggio 07, 2009

Fuorionda e intervista a:
ENRICO FEDOCCI,
EMOZIONI E GOLIARDIA

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Giornalismo arrembante, grande preparazione e un pizzico di goliardia. Queste appaiono le doti di Enrico Fedocci, professionista ormai inseribile di diritto nei posti più alti di un'immaginaria classifica dei più affermati giornalisti italiani.

Sempre innovativo e originale nei servizi, spesso riconoscibile con il cosidetto "stand up" in movimento (il momento nel quale il giornalista televisivo presenta il proprio volto davanti alla telecamera senza leggere testi) oggi inviato di Studio Aperto - Italia Uno, ieri redattore del Corriere della Sera.

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Un binomio che gli ha garantito una riconosciuta stima nell'ambiente giornalistico per nulla scalfita, anzi forse rafforzata dai servizi di trasmissioni cult come Striscia La Notizia di Antonio Ricci e recentemente anche Scorie di Nicola Savino, che l'hanno visto protagonista di alcuni episodi.
Tra i suoi pezzi, di cui vi traccia anche on line, vi è la beffa alla sicurezza dell'Aeroporto di Malpensa dove Enrico con un collega del "Giorno", è tranquillamente riuscito ad entrare in mezzo alla pista senza che nessuno lo fermasse. Nel nostro primo fuorionda inedito (che riproponiamo qua sopra integrale e senza montaggio) possiamo notare l'assoluta concentrazione di Enrico prima della diretta con il Tg. Nel secondo fuorionda lo vediamo circodandato da bambini.














1) Cos’è per te il giornalismo? E come hai iniziato?
Il giornalismo... Beh, senza volere entrare in discorsi sui massimi sistemi il giornalismo è per me la possibilità di continuare a divertirmi come facevo ai tempi dell'adolescenza, uscendo dagli schemi, con un lavoro dinamico in cui lo spirito d'iniziativa è tutto. Un lavoro in cui devi sempre stare con la guardia alta, soprattutto nei casi di cronaca. Arrivare sul luogo del fatto quando la scena è ancora calda, cercare di ricostruire nel miglior modo possibile ciò che è avvenuto, arricchire con testimonianze, indiscrezioni, dare ritmo al pezzo. Io ci provo e venendo dalla carta stampata e dall'online non è sempre facile. Ho cominciato a collaborare con la Gazzetta di Parma nell'89... Due anni di collaborazione al Vivimilano e poi, nel '92, il praticantato al Corriere della Sera. E' lì che sono diventato redattore ordinario. Nel '99 il passaggio a Mediaset dove sono stato il responsabile del vecchio sito di news Mediasetonline, prima che diventasse Tgcom, un prodotto super serio e competitivo, sotto la super-direzione di Enrico Mentana prima e di Paolo Liguori poi. E ora Studio Aperto, ambiente scoppiettante, colleghi giovani (non quanto me!) e tanta voglia di fare.


2) Hai ricevuto un anno fa il tapiro da Valerio Staffelli di Striscia la Notizia perché avevi fatto dei servizi Tg sul bullismo a scuola e da giovane ti facevi la barba in classe. Io mi son chiesto, ma come ha fatto Staffelli a trovare questi video che ti ritraggono all’età di 17 anni?

Come abbia fatto a trovarli non te lo so dire. Erano su internet già da un anno, da quando con i compagni del liceo abbiamo fatto la cena di classe.



3) Il tapiro ti era stato dato anche per un altro episodio particolare: il rapimento del Telegatto di Pippo Baudo. Raccontaci com’è andata anche questa avventura?
Infatti, credo che il telegatto rubato a Pippo Baudo sia propedeutico al tapiro d'oro. Con Ricci avevo già questo precedente, quindi, credo che Antonio con me si diverta: dice che sono "un guerrafondaio"Come è andata? Se intendi come è nata l'idea... semplicemente vedendo il telegatto abbandonato sotto la poltrona dopo la cerimonia di consegna. Da lì l'intuizione alla "Amici miei" dello scherzo. Avevo 5 complici, ai tempi lavoravo ancora al Corriere della Sera, quindi, quando Striscia la Notizia disse che "si sospetta di un giornalista", la cosa mi preoccupò assai. Credo che a fare la spia fosse stato Tiberio Timperi a cui avevo confidato che il telegatto ce l'avevo io. E lui mi ha venduto alla banda di Striscia. Non volevo che si sapesse perché avevo paura di perdere credibilità agli occhi del mio caporedattore di allora: Nestore Morosini. Lui, invece - mio maestro e primo a darmi una possibilità in questo mondo - si fece una gran risata. Era molto più goliardico di me. Mi rivalutò molto dopo questo scherzo a Baudo. Anche perché la storia era ben architettata: la richiesta di riscatto, la polaroid con il giornale come nei veri rapimenti, il filmato con il telegatto imbavagliato. Ci divertimmo parecchio...



4) Quali fatti- notizie o servizi ti hanno più emozionato nella tua carriera?
Beh, sicuramente il terremoto in Abruzzo è una delle cinque esperienze che non dimenticherò presto. Nella sua drammaticità una esperienza unica e piena di emozioni. In generale credo che ogni fatto di cronaca sia di per sé uno spunto di riflessione importante. Il rapimento e la morte del piccolo Tommy sicuramente mi hanno cambiato. Ricordo la sera del ritrovamento del corpo... abbiamo fatto una diretta di due ore. Eravamo tre inviati collegati da tre diversi punti: io, la grande Gabriella Simoni e un altro amico e collega che stimo profondamente, Gigi Sironi. E' stata una esperienza drammatica che mi ha cambiato tanto. Con la mamma di Tommy anche ora che i riflettori si sono abbassati ho un bel rapporto. Ci sentiamo spesso al telefono e ci scriviamo sms. E' una donna che con la sua forza mi ha insegnato tanto.

5) Parliamo di uno dei tuoi recenti servizi. Quello sulla prostituzione a Milano. Raccontaci come hai raccolto le notizie quella notte e cosa è emerso dalla tua inchiesta.
Guarda, è stato un servizio abbastanza tranquillo. Volevamo dimostrare che le ordinanze anti-prostituzione sono poco efficaci (il prossimo che dice che siamo filo-governativi lo lapido!). Ho indossato una telecamera nascosta e sono andato in giro per Milano. Poche ore e i nostri sospetti si sono concretizzati davanti all'obiettivo: lucciole ovunque. E sul pericolo multe facevano spallucce: "Tanto non le paghiamo"
6) “Fuorionda”. Che pensi del mio Blog ?
A te i fuorionda in genere fanno paura e perché qualche tuo collega (sono sempre meno in verità) ne è ancora terrorizzato ?

No, guarda, i fuorionda non mi spaventano perché sto sempre zitto, quindi non rischio di dire fesserie... Sono più preoccupato dall'"on air". E' lì che ti giochi tutto e rischi di fare una figuraccia. E poi mi sembra che tu non abbia mai messo in difficoltà nessuno.
Grazie a Enrico per la disponibilità.

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