venerdì, maggio 22, 2009

Esclusivo/Intervista alla giornalista dell'Unità che ha fatto infuriare Berlusconi
"SOLO NEI REGIMI SI INDICA LA PORTA"
parla Claudia Fusani

Tana De Zulueta, Mariella Venditti, Lucia Annunziata e ora Claudia Fusani .



La lista "nera" (in quota rosa) si allunga.


Sono quattro le donne, impeccabili giornaliste, che almeno in un'occasione hanno avuto l'ardire di fare una domanda scomoda al politico Silvio Berlusconi. Al solo sentir pronunciare il loro nome e cognome, per il Cavaliere non c'è nulla da fare: il mal di pancia è assicurato.

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(Eccola qua la domanda di Claudia Fusani, mai andata in onda su nessun TG e che ha fatto tanto infuriare Silvio Berlusconi.)
Nella mattinata di martedì era uscita la motivazione della sentenza di Condanna all'avv.Mills coimputato del premier (sino all'approvazione del Lodo Alfano).




Berlusconi era impegnato in Abruzzo per una visita del presidente della Commissione Europea Barroso assieme al quale ha fatto una prima conferenza stampa.


Ma venendo scomodo intervenire su quella vicenda giudiziaria insieme al numero uno dell'Europa, il presidente del Consiglio, ha convocato in serata i giornalisti una seconda volta. Lo scopo? Commentare quella sentenza milanese che non dipingeva certo bene il ruolo dello stesso Berlusconi. E durante questo incontro con la stampa è avvenuto un violento attacco verbale del Presidente del Consiglio ad una giornalista colpevole di avergli posto una domanda tale da farlo infuriare. Una conferenza stampa che -unici in Italia -questo modesto Blog -di un povero giornalista di provincia- ha documentato integralmente (con ben 6 minuti e 17 secondi di girato integrale pubblicati) proprio per permettere a tutti di conoscere per esprimere liberamente un'opinione.

Si unici in Italia e questo più che motivo di orgoglio per me è in realtà un dato veramente triste che indica quanto possa essere caduto in basso il livello di completezza e imparzialità dell'informazione nel bel paese. ( Il Tg 3 ha dato solo alcuni stralci di quella conferenza, ma non la domanda che ha fatto infuriare Berlusconi, nulla o quasi hanno mandato in onda gli altri tg).I video li abbiamo pubblicati nel post precedente (20/5) qui http://andreaatzori.blogspot.com/2009/05/me-ne-vado-o-se-ne-va-lei-berlusconi.html
E a darcene atto di questa incredibile situazione che porta involontariamente alla ribalta nazionale il nostro Blog è direttamente in questa intervista esclusiva, la protagonista (insieme al Premier) di quella conferenza : Claudia Fusani.
(In questo video tratto da you dem tv Claudia Fusani parla del dopo terremoto)
" Se non c'eri tu - mi dice incredibilmente Claudia Fusani-nessuno avrebbe potuto vedere ed ascoltare quello che è successo nella sala stampa della caserma della Guardia di Finanza di Coppito, all'Aquila. Le telecamere ufficiali, Rai, Mediaset e Sky sono state spente dopo l'incontro con il presidente Ue Barroso e non sono state più riaccese quando il premier ha cominciato a parlare della sentenza Mills."

-Ma raccontaci di te. Chi è giornalisticamente Claudia Fusani?
Sono fiorentina, ho 47 anni, la maturità classica e una laurea in letteratura italiana. Vivo col mio compagno, anche lui giornalista, da 17 anni. Ho lavorato per vent'anni a Repubblica, dal settembre 1988 quando ho cominciato a collaborare ai numeri zero della redazione fiorentina del quotidiano fondato e allora ancora diretto da Eugenio Scalfari. Il mio primo caporedattore è stato Mario Sconcerti. Nel settembre 1990 sono stata assunta. Ricordo ancora il colloquio a Roma nell'ufficio di Scalfari in piazza Indipendenza. Quella sì fu una grande emozione: volle capire prima di tutto la motivazione che mi aveva portato fin là. Era uno strano miscuglio di curiosità, voglia di sapere e di capire. E di informare: il giornalismo, prima di tutto, deve restare un servizio che viene offerto al lettore che acquista il giornale.
In una redazione locale, la migliore scuola per chi vuole cominciare questo mestiere, un redattore deve saper fare un po' di tutto. Andò così: facevo un po' di tutto, dalla bianca alla nera, dalla giudiziaria al colore, anche lo sport e poi le storie, vite di altri che meritano di essere raccontate.
Nel tempo ho acquisito una mia specializzazione nella giudiziaria. Cerco di essere breve: nel 1999, seguendo le indagini sull'omicidio di Massimo D'Antona, Ezio Mauro mi chiamò a Roma, alla redazione Interni dove ho continuato a seguire la politica della giustizia e della sicurezza.
Ho lasciato Repubblica nell'ottobre 2008 per seguire Concita De Gregorio nel frattempo diventata direttore dell'Unità con la qualifica di caposervizio. Una scelta complessa ma sicuramente piena di emozioni. Una bella sfida. Perchè guai se in questo mestiere si perde il gusto e la voglia di emozionarsi. E di mettersi in discussione.


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(In questo video tutta l'incredibile rabbia del Premier Berlusconi urlata contro Claudia Fusani)
-Che effetto ti ha fatto sentirti urlare in pubblico, in conferenza stampa, nientemeno che dal Presidente del Consiglio in carica: “Non le rispondo più.Non perdo tempo a risponderle. Basta ! Me ne vado io o se ne va lei! Lei ha una situazione pregiudiziale
Sul momento ho cercato solo di restare lucida per non essere travolta e poter ribattere. Poi mi sono preoccupata di scrivere i pezzi per il mio giornale. Dopo, ma solo dopo, mi è arrivato dentro un senso di infinita tristezza. Come cittadina. E come giornalista. Alla tutela della professionalità, hanno provveduto - oltre la mia immediata, piccata ma spero sempre elegante replica al premier - i comunicati della Fnsi e della Associazione stampa parlamentare che di nuovo ringrazio.
Come cittadina mi è rimasta la tristezza e una grande preoccupazione per la tenuta democratica di questo paese. Solo i regimi si permettono di alzare un dito e indicare la porta a un giornalista che ha posto una domanda più legittima e niente affatto provocatoria. Solo una domanda che era ed è ancora "nelle" cose.


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(L'uscita di Berlusconi dalla turbolenta conferenza stampa di Coppito)

Ma con quel “pregiudiziale “ a che cosa si riferiva Berlusconi ? O solo perché rappresentavi il quotidiano L’Unità...
Per Berlusconi è pregiudiziale tutto ciò che va contro il suo pensiero. Quindi, avendo io posto una domanda che andava in senso opposto a quello che aveva appena detto circa la giustizia e i magistrati, ero automaticamente una persona con pregiudizio. Credo che ancora si stia chiedendo come sia stato possibile che quella domanda venisse formulata. Devo dire, a onore del vero, che il premier ha spesso avuto comportamenti analoghi con molti miei colleghi dell'Unità. Stavolta è toccato a me.
- Che cosa può fare un cittadino qualunque per cercare di essere informato in maniera più completa ed imparziale possibile?
Leggere più quotidiani. Integrare il tutto con il web, risorsa preziosa ma che ha veramente cambiato il modo di informare in questo paese. Ho lavorato per quasi due anni al sito di Repubblica.it ed è stata anche questa una grande scuola, di giornalismo e di conoscenza dei nuovi media.

-So che oltre al giornalismo hai un’altra passione, quella del Tennis….
La coltivo fin da piccola con qualche soddisfazione. Per me è come il lettino del dottor Freud: anzichè lo psicanalista faccio le sedute con una racchetta e una pallina e uno dall'altra parte che me la rimette in gioco. Il tennis, lo sport, mi hanno insegnato molto: capacità di concentrarmi, di analisi, lucidità, controllo delle emozioni. Saper vincere. Ma soprattutto saper perdere per poi riprovarci. Il mio motto è 15 su 15, giocare un punto alla volta. Poi si vede.
-Che pensi dei Fuorionda e del mio Blog dedicato ad essi ?
Fondamentali per una completa informazione. Diciamolo chiaramente: se non c'eri tu nessuno avrebbe potuto vedere ed ascoltare quello che è successo nella sala stampa della caserma della Guardia di Finanza di Coppito, all'Aquila. Le telecamere ufficiali, Rai, Mediaset e Sky sono state spente dopo l'incontro con il presidente Ue Barroso e non sono state più riaccese quando il premier ha cominciato a parlare della sentenza Mills. Chiedetevi perchè. E datevi una risposta.
(Questo Blog, come sempre in par condicio, è pronto ad ospitare repliche e opinioni diverse da quelle degli intervistati).

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