giovedì, aprile 29, 2010

Intervista: Silvia Carrera (Studio Aperto)
CONDURRE IL TG E' ADRENALINA PURA
fuorionda con momenti di trepidazione,
ma aveva ragione lei


Videoclip in onda e fuori.Sembra un piccola gaffe o forse solo una piccola citazione di fonte non del tutto pertinente riguardante la Coldiretti, andata in onda in un collegamento per il lancio di un servizio sugli acquisti.Ma non è così.In realtà aveva ragione lei.Anche l'associazione che si occupa di Agricoltura ha fatto realmente un comunicato su saldi e acquisti.In particolare abbiamo trovato due quotidiani che riprendono un comunicato della Coldiretti, quello che è sicuramente lo stesso da lei citato in diretta.

http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/11/29/1098868-shopping_parte_anticipo_tutti_caccia_occasioni.shtml

http://rassegnastampa.coldiretti.it/list.aspx Oltre al quotidiano Il Tempo, lo si può trovare qui dal Messaggero Veneto del 29 novembre 2009.Dunque nonostante sembra essere rimproverata dalla regia e nonostante appaia una citazione fuori posto, aveva ragione lei.Diciamolo forte e chiaro: aveva comunque ragione Silvia.Diamo a Silvia ciò che è di Silvia. Da notare nei momenti di tensione anche la grande espressività dell'ottima giornalista di Studio Aperto.


Dal colloquio con Mario Giordano, con il suo dvd che non funzionava, alla conduzione in studio del Tg di Studio Aperto. Silvia Carrera di Studio Aperto, di strada ne ha fatta tanta: dopo gli studi di giornalismo, tanta gavetta e vari stage è passata recentemente all'elitè giornalistica nazionale, ovvero nella ristretta cerchia di coloro che in diretta nazionale, ogni giorno sotto l'occhio di milioni di italiani, conducono in studio il telegiornale.Attività -quella di leggere le notizie live- che in questa intervista lei definisce "adrenalina pura". Vanta in rete numerosissime pagine di fans e ammiratori.

1)Raccontaci i passi della tua carriera giornalistica e il ruolo che in questa ha avuto la scuola di giornalismo che hai frequentato.
Ho iniziato a 22 anni con la Scuola di Giornalismo, dopo il triennio di Scienze della Comunicazione. Anzichè fare il “+ 2” di laurea, ho preferito fare subito i due anni di Master, riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti. D’inverno le lezioni, i laboratori e il giornale interno, d’estate gli stage, che per me sono stati importantissimi. E’ lì che ho iniziato a capire come si lavora ‘sul campo’. Ho iniziato con uno stage ad AGR, poi quell’estate (nel 2003) ho continuato con un altro stage in una tv locale, Primarete Lombardia, dove ho imparato a fare i primi servizi per il telegiornale. Nel locale si impara molto, ci si occupa di tutto e si comincia ad avere un’idea dei ‘tempi’ e dei ‘ritmi’ televisivi...che sono piuttosto incalzanti.

(Eccola in onda durante la conduzione del Tg)

L’estate del 2004 l’ho passata invece a Roma. Stage a Rai2, Rainews24 e a Skytg24, partito solo l’anno prima e quindi in divenire e, soprattutto, utilissimo per imparare. Come stagista ho potuto solo fare servizi ‘a tavolino’, cioè senza uscire con la troupe, ma è stata un’esperienza determinante. L’estate successiva, nel 2005, mi hanno richiamato per un lungo contratto estivo. Sono stata inviata un po’ ovunque in Italia, per seguire fatti di ogni genere, prevalentemente di cronaca. Per me, una ‘scuola’ incredibile. Ho imparato a fare servizi di ogni tipo, ma soprattutto ho imparato a stare davanti alla telecamera con dirette ogni mezz’ora, e poi ho dormito/mangiato/mi sono vestita/ho scritto i servizi nei posti più improbabili. Non sarei qui, a Studio Aperto se non avessi fatto questo. Finita l’esperienza di Sky, infatti, mandai curriculum e dvd con i miei servizi/dirette sia all’allora vicedirettore Claudio Brachino che al direttore Mario Giordano. Qualche mese dopo mi chiamò la segretaria di Mario Giordano per un colloquio, che non andò benissimo, persino il mio dvd non funzionava! Due giorni dopo mi chiamò Mario Giordano in persona per dirmi che erano riusciti a far funzionare il dvd (grazie alla vicedirettrice Anna Broggiato) e che mi proponeva una sostituzione maternità! Non potevo credere a quelle parole, ero felicissima. Se sono qui, e quello che sono, oggi, lo devo tutto a lui, il mio direttore di allora, Mario Giordano. Dopo quella sostituzione durata quasi un anno sono stata ferma due mesi (nel frattempo, dopo il master, terminato nel 2004, mi ero iscritta anche al +2 di Scienze della Comunicazione e in questa ‘pausa’ mi sono laureata). Mi hanno richiamato a Studio Aperto per una sostituzione estiva, come dicevo, due mesi dopo. Sono stata assunta a tempo indeterminato alla fine di quella sostituzione, nel settembre 2007.
Tornando alla domanda sulla scuola di giornalismo, diciamo che senza la scuola non avrei avuto la possibilità di fare quegli stage e quindi di entrare in contatto con le redazioni.

(videoclip in fuorionda)
2)Dai servizi, alla conduzione in studio del Telegiornale. Ti senti maggiormente gratificata?
Io all’inizio facevo solo servizi---a tavolino o uscendo con la troupe per le interviste---mentre ora faccio sia i servizi che la conduzione. La conduzione è adrenalina pura, i servizi gratificano in modo diverso perchè noi ci occupiamo di tutto: giriamo/richiediamo immagini dall’archivio, richiediamo le musiche, scriviamo, il testo, facciamo il voice over, e poi montiamo il tutto, senza l’aiuto di un montatore. Quindi ogni volta è una piccola creazione, a volte fatta con pochissimo tempo a disposizione. Tutto ciò è un modo per dire che mi piacciono entrambi, è bello diversificare, no?

(I disagi di freddo e pioggia in attesa della diretta, documentati in due video esclusivi tutti in fuorionda )
3)Dopo la novità della partenza dell’Agenzia di notizie Mediaset è cambiato qualcosa nel tuo lavoro?
Sì, io come tutti gli altri conduttori, sono rimasta a Studio Aperto. I servizi esterni ora sono fatti prevalentemente dall’Agenzia, quindi per ora faccio più servizi ‘a tavolino’ rispetto a prima.
4)Che pensi del mio Blog Fuorionda News ?
Devo dire che mi ha sorpreso molto un blog che ci spia nel momento più teso della trasferta!!! Detto ciò, non abbiamo scampo :)
(Grazie a Silvia per la disponibilità).

mercoledì, aprile 28, 2010

Intervista: Fabio Tricoli (News Mediaset)
FUORIONDA ?
"LA LEGGE CATODICA
DEL CONTRAPPASSO"
tre clip esclusive off-air

(Fuorionda esclusivo con la partecipazione di Fabio Tricoli)
Dopo una brillante carriera che ha percorso un pò tutte le tappe del giornalismo è stato uno dei "pezzi grossi" del telegiornale Mediaset di Studio Aperto ed oggi è uno dei protagonisti della neonata News Mediaset, pronto all'avvio del nuovo canale "tutto notizie". Agli inizi è stato collaboratore del Giornale di Sicilia e dell'agenzia di stampa Italpress. Fabio Tricoli si è laureato con 110 e lode all`Università di Palermo con una tesi su "linguaggio, discorso e comunicazione politica in Italia" alla quale è stata riconosciuta dignità di pubblicazione. Dopo la laurea ha frequentato l’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino. Nel 1992 viene chiamato al Tg5 da Enrico Mentana . All’estero è stato inviato in Albania a seguire la guerra nel Kosovo e in Argentina durante la crisi economica del 2001. Nel 2006 passa a Videonews, testata del gruppo Mediaset diretta da Giorgio Mulé. Per Videonews ha curato il programma Tempi Moderni. Con l'arrivo di Giorgio Mulè alla direzione Studio Aperto, passa anche lui al telegiornale di Italia 1 come Caporedattore e conduttore dell'edizione delle 12.25.E' pure professore a contratto di "Giornalismo Televisivo" presso la Facoltà di "Scienze della Comunicazione" dell'Università "La Sapienza" di Roma. Autore di pubblicazioni sul giornalismo e sulla comunicazione è stato vincitore del Premio `Cronista dell`anno` nel 1999 per l`informazione radio-tv indetto dall`Unione Nazionale Cronisti. Insomma Fabio Tricoli è sicuramente considerato a buon diritto uno dei big dell’informazione Mediaset. Ecco l’intervista.
1) Raccontaci come sei arrivato a Mediaset .
1) Come stagista dell’Istituto per il giornalismo di Urbino. Era il 1992, l’anno delle stragi di mafia. Essere nato e cresciuto a Palermo mi ha aiutato, in quel drammatico frangente, ad aiutare fattivamente la redazione e inserirmi con facilità nelle ruotine produttive. Era un periodo di crescita per il tg5, anche in termini di organici, e Mentana mi ha premiato con un primo contratto.

(video clip musicale-esclusiva inedita- in Fuorionda)
2) Ora con l'avvio della nuova Agenzia di News del gruppo è cambiato qualcosa per te ?
2) E’ una nuova opportunità, e uno stimolo molto forte. Ho lavorato ai telegiornali (tg5 e studio aperto); ho curato approfondimenti per Videonews, chiamato lì da Giorgio Mulè ; ho fatto l’inviato, il conduttore, la line. Insomma, cambiare di nuovo per contribuire a nuovi progetti, come l’Agenzia e il primo canale all news di Mediaset che presto partoriremo, è una sfida a cui non posso rinunciare.

3) Preferisci condurre il tg in studio, fare un collegamento in diretta o preparare un servizio ?
3) Ogni mansione ha il suo fascino, ma credo che l’esperienza più gratificante sia realizzare un servizio per gli speciali, curato nei minimi dettagli in tutte le sue fasi (riprese, scrittura montaggio, postproduzione etc..).
4) Conosci il nostro Blog FUORIONDA NEWS e FUORIONDA TV la nostra web channel ? Che ne pensi ?
4) Sì , la conosco, e credo che serva da monito a tutti noi giornalisti televisivi. Ci insegna a tenere la bocca chiusa quando non siamo in onda, ma indirettamente anche a capire quanto sia delicato e talvolta anche devastante l’effetto di amplificazione di ciò che diciamo durante i collegamenti. Senza contare che ci insegna a non prenderci troppo sul serio e ad accettare le critiche: siete la legge catodica del contrappasso.
(Grazie a Fabio per la disponibilità)


martedì, aprile 27, 2010

Intervista: Leonardo Panetta (News Mediaset)
GIORNALISTI TELEVISIVI?
“ MEGALOMANI ED EGOCENTRICI”
tre fuorionda esclusivi

(Smorfie in fuorionda dal Palazzo di Giustizia di Milano)

Egocentrici, innamorati del proprio faccione, e tendenti alla megalomania. Così vengono descritti i giornalisti televisivi da uno di loro: Leonardo Panetta, già di Studio Aperto , dal primo marzo News Mediaset.Lo abbiamo intervistato.
1)Uno dei dilemmi dei giovani che vogliono fare il giornalista è la scelta di andare o meno ad una scuola di giornalismo (e/o successivo master). Parlaci della tua esperienza in proposito.
Beh, personalmente devo tutto, o quasi, alla Scuola di Giornalismo. Dal 2004 al 2006, dopo essermi laureato in Scienze della Comunicazione, ho frequentato il Master dell’Università Iulm. Una parte delle lezioni prevedeva un laboratorio negli studi Mediaset. E lì ho conosciuto Mario Giordano, allora direttore di Studio Aperto, che ha apprezzato alcuni miei lavori e mi ha portato nel suo tg, prima in stage, diventato in seguito sostituzione estiva, poi sostituzione di maternità e, dopo, più o meno un anno e mezzo non stop, assunzione a tempo indeterminato. Raccontata così, la mia esperienza sembrerebbe uno spot per le Scuole di Giornalismo. Io non avevo nè spinte, né conoscenze (e vi assicuro, non è la solita frase retorica. L’unico Panetta che fa il giornalista, a quanto mi risulti, lavora in Argentina e non è riconducibile al mio albero genealogico. Almeno così dicono) ma in realtà mi sento molto fortunato e decisamente privilegiato. Negli ultimi anni, infatti, sono fioriti decine di corsi in tutta Italia che sfornano continuamente giornalisti senza tenere conto delle reali esigenze delle varie redazioni. Una fabbrica di disoccupati, insomma. Consiglio allora di puntare sulle scuole più qualificate (IFG De Martino - Milano, Scuola giornalismo Radio Televisivo di Perugia, i corsi di Pesaro Urbino) o, quantomeno, su quelle che hanno sede nelle capitali dell’editoria, Milano, Roma, diffidando dai vari Master, magari didatticamente ineccepibili, organizzati in città con legami pressoché nulli con il mondo dell’informazione. E soprattutto, frequentare le lezioni non più con lo spirito dello studente che è lì ad ascoltare delle lezioni ma, pensandosi già come giornalisti, propositivi e con la voglia di fare.

(Coprire il marchio Lacoste del maglione-con il nastro isolanate nero- per non fare pubblicità o meno ?)
2)Dopo l’avvio dell’agenzia di notizie Mediaset tu sei ancora in forza a Studio Aperto ? Nella tua organizzazione di lavoro è cambiato qualcosa ?
News Mediaset nasce con l’intenzione di fornire contenuti a tutti i Tg dell’azienda. In questa prima fase (forse per un rapporto più “familiare” tra il direttore dell’Agenzia, Mario Giordano, e Studio Aperto, di cui è stato anche con-direttore nell’ultima fase, insieme a Giovanni Toti) abbiamo lavorato maggiormente per il notiziario di Italia 1. Ma di fatto, ora, siamo a disposizione di qualsiasi contenitore di informazione delle tre reti. Ad esempio, il giorno della sentenza del processo d’appello per la strage di Erba ho realizzato dirette e servizi per: Tg4, Studio Aperto, DirettaNews (il nuovo Tg on-line, visibile dal lunedì al venerdì in streaming dal sito TgCom) e Pomeriggio 5. Una trasversalità che approvo.

(Fuorionda dalla Sardegna: raffineria Saras di Sarroch)
3)Che effetto ti ha fatto vederti nei nostri fuorionda ?

Molto divertenti. Il più delle volte non ricordi nemmeno di aver detto – fatto – certe cose. E, non ti nascondo, che a distanza di tempo, in molti, magari, non ricordano più tuo servizio, ma, se han visto un fuorionda su YouTube o sul tuo sito, non se lo dimenticano più.


4) Che pensi del Blog Fuorionda News ?

La mia idea a riguardo è netta. Considerato che, pressoché tutti i giornalisti televisivi (e diffidate di chi vi dice il contrario) sono egocentrici, innamorati del proprio faccione, e tendenti alla megalomania, potersi rivedere, in situazioni divertenti, fa sempre piacere. Sul tuo blog, se non altro, non bisogna aver paura come capita con Striscia. Continua così e W la Sardegna.
(Grazie a Leonardo per la disponibilità).

sabato, aprile 24, 2010

Intervista: Martina Riva di Sky Tg24
“ LA MIA MANIA DEL...LUCIDALABBRA”
tutti i fuorionda della super esperta di cinema


(Fuorionda dalla recente Festa della Terra a Roma: Martina Riva)
E’ una grandissima amica di questo Blog, dove è da tempo superpresente in fuorionda, con la sua mania…. il lucidalabbra. Lei è la grande esperta di cinema di Sky Tg 24: Martina Riva .

Ecco la nostra intervista esclusiva a Martina Riva.
1) Festival del Cinema: Venezia, Cannes o Roma. Dove ti diverti di più ?
Caro Andrea, andare ai Festival e’ la cosa piu’ bella (ma anche piu’ faticosa) del mio mestiere! E’ l’esperienza che preferisco, perche’ ti permette di fare una full immersion nel cinema per una decina di giorni, di vivere in una sorta di bolla di sapone in cui (per un limitato periodo) non esistono altro che film, conferenze stampa, tappeti rossi, e ti da’ la possibilita’ di seguire dall’inizio alla fine un evento di grande importanza per la settima arte, il costume, la cultura. I Festival mi piacciono tutti: da quelli della mia regione (Festival del Cinema Muto di Pordenone e Far East Film Festival di Udine), a quelli di genere (come il Noir In Festival di Courmayeur, uno dei primi che ho frequentato) a quelli piu’ innovativi come il Festival del Nuovo Cinema di Pesaro. Il mio preferito e’ il Festival di Cannes, perche’ e’ il piu’ internazionale, il piu’ completo, quello che ti permette di incontrare per strada Tim Burton piuttosto che Ken Loach, e che ti da’ la possibilita’ di vedere in anteprima il meglio della produzione cinematografica mondiale dell’anno. Devo dire che provo grande amore anche per la Mostra del Cinema di Venezia, perche’ ha dimensioni piu’ “umane” e mi regala di anno in anno sorprese e momenti di grande gioia, cinematografica e non!
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( Di solito la prova microfono è un banale : "1-2- 3- prova,1-2-3; SA, SA, SA." qui invece il : "TA-TA-TA").


2) I tuoi fuorionda potrebbero partecipare a qualche sezione per cortometraggi in concorso ?
Beh, spero proprio di no! La protagonista e’ una pessima attrice, e nonostante il talento e gli sforzi dei tanti tecnici che lavorano per renderla presentabile, lei e’ proprio una cagna, come si dice in gergo!
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(Eccola ancora in prova La sua velocità di sparare le parole è davvero impressionante.Qui sta ripassando per la diretta)
3) Cosa ti piace di più della vita di giornalista e cosa di meno ?
Devo dirti che mi considero una vera privilegiata! Faccio il lavoro che ho sempre sognato di fare, nella materia alla quale mi interesso sin da quando ero molto piccola. Il mio e’ il mestiere piu’ bello del mondo e non ne vedo i lati negativi. Posso dirti che la cosa che preferisco e’ naturalmente partecipare agli eventi di persona, quindi andare ai Festival, seguire le grandi premiazioni (Oscar, Golden Globes, Grammy, David ecc.), fare le interviste in occasione di nuove uscite di film o di album. Non mi dispiace neanche stare in redazione, ma la vita sul campo e’ decisamente piu’ eccitante.
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(Fuorionda dal Festival del Cinema di Roma: 2008)
4) Che ne pensi di questo Blog Fuorionda News ?
Penso che il tuo blog sia divertente, e credo che da quando ci sei tu ognuno di noi stia molto piu’ attento a cio’ che dice e fa prima e dopo le dirette! E’ bello scorgere il lato umano e spontaneo di noi giornalisti, mi piace vedere le interazioni con i tecnici e le persone esterne, e scoprire tic e piccole manie dei colleghi (la mia e’ quella del lucidalabbra, come tu ben sai!!!)
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(Fuorionda dal festival del Cinema di Venezia: 2008)
5) Quali i 5 più bei film di sempre ?
Domanda da 10 milioni di dollari! Risposta sempre in evoluzione (essendo il cinema un’arte viva). 5 film sono troppo pochi…ti posso dire quelli che io rivedo sempre con grande piacere e che conosco praticamente a memoria! ARANCIA MECCANICA di Stanley Kubrick, APOCALYPSE NOW di Francis Ford Coppola, SCARFACE di Brian De Palma, TAXI DRIVER di Martin Scorsese, 8 e ½ di Federico Fellini. Tutti classici intramontabili! Tra i “nuovi classici” ti direi INTO THE WILD di Sean Penn, MEMENTO di Christopher Nolan, TRAINSPOTTING di Danny Boyle, STRANGE DAYS di Kathryn Bigelow, SE7EN di David Fincher.
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(Grazie a Martina per la disponibilità ).

Speciale
HELGA COSSU, SKY TG24 IN FUORIONDA
sette clip esclusive

E' stata anche già ospite su questo Blog

http://andreaatzori.blogspot.com/2008/11/helga-cossu-sarda-per-meta.html

dove è intervenuta direttamente per chiarire le sue origini sarde che qualcuno aveva messo in dubbio.Su Facebook dedicate a lei ci sono due gruppi di fans e anche una pagina in qualità di Personaggio Pubblico che testimoniano la sua crescente popolarità.Lei è:

Helga Cossu, conduttrice e giornalista di Sky Tg 24.

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Queste sei tranches- sono tra i suoi primissimi collegamenti in diretta e ovviamente i nostri fuorionda esclusivi, con protagonista proprio Helga Cossu.

giovedì, aprile 15, 2010

Intervista: Mario Marchi-Tg4-News Mediaset
"SOPRA L'ELICOTTERO C'ERO DAVVERO, MA..."
il giornalista spiega il "tarocco"
ballo off-air



(I “balli” di Mario Marchi in nostro fuorionda esclusivo )

Tanta tanta gavetta: questo il segreto della carriera giornalistica del telegiornalista Mario Marchi, fino al primo marzo alle dipendenze del Tg 4 e poi passato alla nuova agenzia di notizie del gruppo.Il suo timbro di voce è inconfondibile e molti avranno visto su Striscia il suo " tarocco".Per inserire nell'audio del suo servizio l'effetto di un elicottero si è servito di un motore diesel.In questa intervista ci ha spiegato che in realtà sul mezzo aereo c'era salito, ma non aveva registrato l'audio...Ecco l'intervista completa.
1) Ci racconti la tua carriera giornalistica ? Con l'avvento della nuova agenzia Mediaset è cambiato qualcosa per te ?
Dunque: ho iniziato a voler fare il giornalista verso i 16 anni, ma sono figlio di una casalinga e di un impiegato, quindi si trattava davvero di un sogno. Da allora però ho iniziato a raccontarlo a tutti. Fino a che l’ho raccontato alla persona giusta. Un giornalista famoso? Un politico influente? No, un portalettere ubriaco incontrato in un rifugio di montagna. Lui però aveva un amico, che era fratello di un altro amico, che aveva una pizzeria……insomma fatto sta che dopo qualche tempo mi chiamò un giornalista de “il giorno”, da Milano dicendomi che per me non poteva fare nulla, ma che sarebbe stato contento di farmi vedere come funzionava un giornale. Inutile dire che dopo due ore ( io abitavo a Verona) mi sono presentato a lui.
Lì ho capito che quello di giornalista doveva proprio diventare il mio mestiere. Ho bussato alla porta del quotidiano locale della mia città e ho così iniziato a collaborare per lo sport. Primo servizio: gara ciclistica di dilettanti. Venticinque righe, compreso l’ordine d’arrivo. Il giorno dopo di m io c’era ben poco, tra una correzione e l’altra, ma la mia firma quella sì.
Così ho cominciato: ho scritto sempre di più sacrificando ogni domenica, poi sono passato a fare anche articoli di cronaca… Quando si è trattato di consegnare la documentazione per diventare pubblicista, invece di 60 articoli scritti in due anni ne avevo……680 !
Unico problema: in quel quotidiano di assunzioni non se ne parlava proprio. Così ho tentato il grande salto: sono andato a Milano e ho ricominciato quasi da capo: proposte su proposte, delusioni su delusioni, finoa un articolo pubblicato sulle pagine milanesi de L’Unità: Da li’ poi altre collaborazioni e quindi il lavoro in una tv locale.
Un giorno squilla il telefono della redazione e non so chi di mediaset dice: stiamo mettendo in piedi una redazione, abbiamo bisogno di gente che lavori tanto e voglia pochi soldi per una collaborazione. Tutti tentennarono, io risposi subito di sì.
Sei mesi a lavorare a mediaset dal mattino alle 18 e da quell’ora nella tv locale.
Era l’estate del 1988. Mediaset aveva per avere la diretta sugli eventi sportivi. Comprese le prossime olimpiadi di Seoul.
Un bel giorno un caporedattore mi dice: Mario che ne dici se ti assumiamo? Devo venire però a capodistria, infilarti per quindici giorni in uno sgabuzzino con un monitor davanti e le cuffie in testa e con quel po’ di informazioni che avrai fare telecronache tutto il giorno. Nuoto, pallanuoto, tuffi, nuoto sincronizzato
L’ho fatto.Da lì non mio sono più mosso da Mediaset. Nel 91 ho conosciuto Emilio Fede e ho chiesto di lasciare lo sport e passare alle news. Detto, fatto.
Ora, dopo tanti anni eccomi alla nuova avventura dell’Agenzia News Mediaset. Cosa è cambiato: la filosofia e le prospettive. Probabilmente siamo davanti a una mezza rivoluzione del modo di fare informazione in tv. Non sono più un giovincello, ma ho ancora un bell’entusiasmo, quindi la cosa mi affascina.


(Il "tarocco" di Mario Marchi su Striscia La Notizia).
2)Recentemente Striscia La Notizia ha riproposto il tuo speech con il motore diesel che faceva il rumore del finto elicottero. Ce lo racconti ?
Mi chiedi di Striscia la Notizia …. Quel genio di Antonia Ricci da 15 anni ogni tanto ripropone il mio audio rifatto col motore del diesel. E’ stato un escamotage tecnico: quasi sempre in montaggio sistemiamo l’audio dei servizi per renderlo più coinvolgente. Lo alziamo, lo completiamo se ha dei “buchi”. Quella volta sull’elicottero c’eravamo e le riprese erano infatti vere. Ma non era stato registrato appunto l’audio. Cosi’ – non avendo una sala di montaggio a disposizione – mi sono arrangiato con quel che avevo: il motore diesel di un furgone.
3) Quanto la tua voce così caratteristica ti ha aiutato ( se lo ha fatto) nella tua attività ?
In quanto alla mia voce che tu gentilmente definisci caratteristica… mah, non so se mi abbia aiutato. Non credo. Al massimo mi ha reso riconoscibile da parte di qualche telespettatore che mi incontrava al supermercato….. Una cosa però l’ha comportata: quando lavoravo allo sport mi facevano sempre doppiare le interviste ai pugili di colore…….
4)Conosci il Blog Fuorionda News, che ne pensi ?
IL vostro blog francamente non lo conoscevo, ma ora che sono stato contattato sono ovviamente andato a curiosare: bello, interessante, curioso. Mi farete scrivere? Mi piacerebbe…….


(Grazie a Mario per la disponibilità).

lunedì, aprile 12, 2010

Intervista: Alessandra Del Mondo Sky Tg 24
“ CAPA TOSTA E NIENTE RACCOMANDAZIONI”
nel tempo libero tanti libri e il nipotino Franci...



(Furionda con inconvenienti tecnici)
" Sporcarsi le scarpe ". Così Alessandra Del Mondo di Sky Tg 24 intende il giornalismo.E non è solo una metafora: come potete vedere da un fuorionda qui in basso....per lei è davvero letteralmente così.Mai dire mai su una sua conduzione in studio del tg e azzarda l'ipotesi di una possibile coppia giornalistica ... assieme a me.Ecco l'intervista.
1)Raccontaci i passaggi più importanti della tua carriera giornalistica.

1. Ho iniziato a fare questo lavoro ai tempi dell'università. Studiavo e lavoravo. Non avendo raccomandazioni e non essendo "figlia di..." inviai il mio curriculum a tutti i giornali e le televisioni locali della Campania ma nessuno mi ha mai chiamata per un colloquio...così (visto che ho la "capa tosta") decisi di presentarmi di persona per propormi come collaboratrice. Iniziai così la mia collaborazione con il quotidiano locale "Cronache di Napoli"...il direttore mi disse "se vuoi scrivere, scrivi...ma non c'è un lira"!! Iniziai così a scrivere i miei primi pezzi...mi "buttarono" per strada a cercare le notizie...! Dopo pochi mesi iniziai a collaborare con un quotidiano economico "Il Denaro" che mi offrì un contratto di collaborazione...il direttore del Denaro Alfonso Ruffo aprì una televisione che trasmetteva sul satellite e mi offrì di andare a lavorare nella redazione televisiva. Così ho fatto la mia prima esperienza in televisione. E’ stata una grande palestra...conducevo ogni giorno il tg ed una trasmissione televisiva "Riflettori sù" in diretta tutti i giorni! Poi è arrivata l'esperienza di Sky tg24! Era il mio sogno entrare a far parte di questa squadra....e se oggi ho imparato qualcosa è grazie a questa meravigliosa esperienza e ai miei capi che hanno creduto in me. Un ringraziamento speciale a Paolo Chiariello, il corrispondente di Sky per la Campania, che mi ha dato la possibilità di fare delle esperienze che incredibili!

2)Ti vedremo mai in studio a condurre il tg di sky o qualche altro tg nazionale ?
2. Amo questo lavoro e il mio sogno e quello che amo di più è "sporcarmi le scarpe"... stare in giro, per strada, raccontare quello che vedo...! Anche se nella vita mai dire mai…chissà che un giorno non condurremo in coppia (io e te!!!)un telegiornale??


(Ancora problemi tecnici in fuorionda)
3)Nel tuo tempo libero quali sono i tuoi hobbies ?
3. Il modo di trascorrere il mio tempo libero cambia in basa alla città in cui mi trovo! Se sono a Roma mi piace andare in palestra, nuotare o correre al parco ma anche leggere libri. La scorsa settimana ho letto il libro di Efe Bal la trans turca più bella del mondo e il libro di Fabio Volo “Il tempo che vorrei” che è un libro davvero delizioso ma il mio preferito è “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini e “Non ti muovere” della Mazzantini ma quando sono a Napoli, anche se non sono veri e propri hobbies, mi dedico alla mia famiglia….amo passeggiare con mamma o andare al supermercato e più di tutto amo giocare con il mio nipotino Franci Franci!

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(Fuorionda citato da Alessandra)
4) Dovendo scegliere tra i nostri fuorionda che ti vedono protagonista, uno che ti ha fatto particolarmente sorridere…
4.Tra i fuorionda più divertenti c’è sicuramente quello in cui mi trovo all’esterno della discarica di Savignano Irpino ad Avellino dove sembra che io abbia calpestato la m… ma in realtà visto che era piovuto tutto il giorno sembrava di stare sulle sabbie mobili .
5)Che ne pensi del mio blog Fuorionda News ?
5. Trovo che il tuo blog non sia mai offensivo..anzi visto che in molti si prendono fin troppo sul serio per fortuna esiste un sito che mostra a tutti che i “giornalisti” sono comuni mortali! Evviva i fuorionda!
(Grazie ad Alessandra per la disponibilità)

domenica, aprile 11, 2010

Intervista: Lucia Rotta, Sky Tg 24
“FUORIONDA NEWS ?
UN SERVIZIO PER CAPIRE”
“…bisogna saper ridere di noi stessi”

(Inedito fuorionda-mix di Lucia Rotta, Sky Tg 24)
Dovessi fare uno spot per questo Blog ho già trovato il testo :

“Penso che sia un ottimo servizio per la gente, che così può capire meglio come funziona il nostro lavoro, e sviluppare un giudizio critico sul mezzo e su chi ci lavora. Penso che serva molto anche a noi.” Queste parole sono della giornalista Lucia Rotta di Sky Tg 24.Ecco l'intervista completa.
-Raccontaci come sei diventata giornalista.
La mia passione per gli esteri mi ci ha portato … ero in Russia, preparavo la tesi di laurea, e mi sono chiesta come avrei potuto descrivere tutto quello che vedevo in quel paese … una tesi non bastava!.. quando più tardi mi sono avvicinata concretamente alla professione, ho scoperto che la voglia di raccontare era la stessa per tutti gli argomenti e tematiche … ho lavorato con immenso piacere per la “mia radio del cuore”, Babboleo News. Una all news di notizie solo della mia regione, la Liguria, con dei colleghi fantastici. Il “salto” che mi ha fatto diventare professionista comunque l’ho fatto in Sardegna.

-Hai fatto il Master di Giornalismo a Sassari e oggi sei assunta a Sky.Allora possiamo dire che questo Master serve a qualcosa?

Non sono molto obiettiva in questa risposta, perché in Sardegna ci ho lasciato un pezzo di cuore ...
ho potuto conoscere un pochino questa terra e mi considero molto, molto fortunata. Tornando alla scuola, bisogna essere onesti: la professione si impara con la pratica, come in tutti i mestieri, e come si dice, di imparare non si finisce mai. La scuola ti offre però due cose importantissime: il praticantato, e quindi la possibilità di entrare nella categoria a pieno titolo con l'esame di Stato da professionista. E gli stage: l’opportunità di entrare in redazioni anche importanti, vedere il lavoro da vicino, e magari con un pizzico di fortuna iniziare un percorso insieme.
Con gli stage ho avuto la possibilità di vedere come si lavora alla Rai. Non mi sembra poco!


(Fuorionda in duetto virtuale con il collega Marco Melegaro)

-Ho notato che anche in fuorionda a differenza di molti colleghi sei quasi sempre molto tranquilla, sembra tu non soffra per nulla d’ansia da diretta, come fai ?

Questa poi! Beh, se me lo dici tu, che sei il massimo esperto in fuorionda, allora ci credo per forza! Io sono una che manifesta molto quello che prova. Quindi mi “agito” anche parecchio nella vita! Però, nelle dirette penso semplicemente di parlare a chi mi guarda da casa, che si aspetta da me un servizio il più serio possibile, e soprattutto, credo, un dialogo vero. Mi sembra il minimo che gli posso dare. E poi, Sky anche in questo è la migliore palestra che ci possa essere. Non è facile diventare davvero bravi in diretta, secondo me. Questo TG ti permette di “farti le ossa” e ti insegna moltissimo.

(Ecco il “suo”fuorionda che Lucia definisce imbattibile.Si tratta di un “colorito” montaggio Blob con la partecipazione anche di altri giornalisti)
-Più volte sei finita sul nostro blog: quali i “tuoi” fuorionda che ti hanno fatto più ridere ?
Beh, credo che sia imbattibile quello in cui sto davanti alla telecamera, mancano pochi secondi alla diretta e io NON LA VEDO!!! Surreale … e non mi dire che lì ero tranquilla! La spiegazione in realtà è semplice: era sera, avevo due riflettori puntati e quindi vedevo tutto nero … Ma poi gli operatori – mitici – mi sono venuti in soccorso …

(Fuorionda in preparazione del collegamento live per un incendio fuori Roma)

-Che ne pensi di FUORIONDA NEWS ?
Penso che sia un ottimo servizio per la gente, che così può capire meglio come funziona il nostro lavoro, e sviluppare un giudizio critico sul mezzo e su chi ci lavora. Penso che serva molto anche a noi. Per fare la giusta autocritica e darci un “giusto peso”. Bisogna saper ridere, o no? Anche un po’ di noi stessi.
(Grazie a Lucia per la disponibilità).

Intervista/Rai News 24: Carlo Cianetti
"TERREMOTO: SPLENDIDA OPPORTUNITA'
DI PROPAGANDA"
"informazione incanalata
per visione limitata"


(Grandi eventi in diretta -la visita del Papa a Gerusalemme- costringono gli inviati in quel momento considerati non prioritari-qui Carlo Cianetti a L'Aquila- a lunghe attese in precollegamento).

Sul terremoto in Abruzzo si è confusa l’informazione con la propaganda per il governo e la Protezione Civile.A dirlo chiaramente in questa intervista è il giornalista di Rai News 24 Carlo Cianetti che ha seguito molto da vicino il dopo sisma per il canale all news della Rai.”Solo ora-dice Cianetti- si comincia a capire che qualche cosa non è andata per il verso giusto”.Ma ecco l’intervista completa.
1)Raccontaci la tua carriera giornalistica sino ad arrivare a RAI NEWS 24.
1)Corriere dell'Umbria, sede regionale Rai Umbria, Rai International, Rainews 24, Rai Parlamento, Rainews 24.


2)Rai News e Sky Tg 24: quali sono le differenze nel metodo e nel merito dei due canali italiani tutti dedicati alle notizie ?
2) Rainews 24, una all-news con pochi soldi, nata con una missione di post-produzione e non attrezzata a produrre materiale originale, attualmente vita difficile futuro incertissimo, senza possibilità di alcuna progettualità. Poche immagini, molte chiacchiere, ma è quello che possiamo fare con il nulla che abbiamo. Siamo diretti da un ottimo giornalista, ma una all-news abbisogna anche di organizzazione. Sky tg24: una macchina ben oliata, con una cura dell'immagine molto meticolosa, mezzi notevoli (almeno rispetto a noi), una all-news giovane ma già un po' stanca. Eccessivamente modulare, ma complessivamente offre un'informazione attendibile e di buona qualità.


(Mio montaggio blob di pezzi andati in onda e non, dedicati anche al Terremoto in Abruzzo ).
3)Hai vissuto da vicino la realtà del terremoto in Abruzzo. L’informazione come ha seguito complessivamente la vicenda in quest’anno e cosa ti rimane dentro, della tua esperienza in loco ?
3) Il terremoto in Abruzzo. Una tragedia che dalle 3.33 del 6 aprile 2009 diventa una splendida opportunità per propaganadere il prodotto protezione civile e, soprattutto, per dare una patente di efficienza al governo e al suo capo. Con questa premessa è facile capire come l'informazione sia stata incanalata in modo da fornire una visione molto limitata dei fatti. Solo ora si comincia a capire che forse qualcosa non è andato per il verso giusto. In particolare credo che la scelta di costruire (il progetto CASE) senza ricostruire (i centri storici) sia devastante in termini sociali, ambientali e culturali. Ma di ciò si prenderà piena coscienza solo fra qualche anno, quando chi oggi ci governa forse sarà in pensione. Che mi rimane di quella esperienza? Un grande senso di fratellanza con i terremotati. Io sono umbro (già terremotato) e quindi terragno come gli aquilani. Pochi fronzoli, parole misurate, uno straordinario, quasi patologico attaccamento alla propria terra, un rapporto sano con la natura alla quale si deve il rispetto che merita chi è infinitamente più forte, ma con l'approccio fiero e dignitoso di chi non intende arrendersi.
4) Conosci il Blog Fuorionda News ? Che ne pensi ?
4) Non conosco il tuo blog "fuorionda news", ma mi è stato segnalato un mio fuori onda. Ora, comunque, vado a vedere di che si tratta. A naso l'idea mi sembra buona. Attenzione, però: i fuori onda sono un po' come le intercettazioni telefoniche e con i tempi che corrono chissà che non approvino un decreto legge per vietarlo.
(Grazie a Carlo per la disponibilità).

sabato, aprile 10, 2010

Intervista: Fabrizio Falconi
"SCRIVERE LIBRI DA PIU' LIBERTA' "
da Paese Sera alla neo Agenzia Mediaset

(Fuorionda di Fabrizio Falconi)
Incontriamo volentieri ancora uno dei protagonisti della rivoluzione in casa Mediaset.Un uomo dalla grande esperienza giornalistica con tutti i mezzi (radio, carta stampata e tv) e con tutti i network (Rai, Mediaset, TMC).
Dal primo Marzo scorso Fabrizio Falconi si dedica completamente alla nuova “creatura” delle notizie di casa Mediaset: l’Agenzia News Mediaset.Ecco l’intervista.
1) Puoi raccontarci la tua carriera giornalistica fino al tuo arrivo a News Mediaset ?
Beh ho iniziato molto presto. Prima con le radio private romane, poi con la RAI. In Rai ho lavorato per undici anni, fino al '92. Ho cominciato con RaistereoUno, poi per sette anni con Radiodue, diretto da Corrado Guerzoni, che è stato il mio grande maestro di giornalismo, insieme a Lidia Motta, la mitica capostruttura di allora. Poi nell'89 sono passato in televisione, prima per un anno a Telemontecarlo, dove ho condotto l'edizione del TG, poi a Mixer, con Giovanni Minoli, dove ho fatto reportages e servizi. In Mediaset sono arrivato nel '92, chiamato da Emilio Fede che aveva visto alcuni di questi servizi e mi ha assunto come cronista. Adesso lavoro invece nella 'line' romana della Agenzia News Mediaset che fornisce i contenuti di cronaca e di spettacolo a tutte le altre testate del gruppo, comprese quelle on line, che rappresentano un po' il futuro dell'informazione.


2)Hai collaborato anche con Paese Sera, che è stato un giornale d’opinione ben schierato a sinistra. Che esperienza è stata, cosa ti ha dato ?

Ho lavorato molto per la carta stampata. Panorama, Manifesto, Paese Sera, soprattutto nei settori di cultura e spettacolo. La carta stampata è sempre la migliore palestra, per imparare a scrivere un buon pezzo. Poi, nella mia vita ho lavorato con molti, diversi editori. Un giornalista dovrebbe sempre - a prescindere da chi è il suo editore - limitarsi a fare il proprio mestiere, che è quello di andare sui posti e riferire quello che vede, cercare di raccontarlo nel modo migliore possibile, perché chi è casa, chi legge un pezzo, o chi lo vede in televisione, possa essere informato.
3) Hai scritto vari libri, uno anche dedicato a Bin Laden. Pensi che sia ancora in vita ? Se si, come mai non è mai stato catturato e che ne pensi della tesi secondo la quale anche se fosse morto alla Cia farebbe comodo “mantenerlo” in vita comunque ?
La vicenda di Bin Laden è molto complicata ed è difficile parlarne in poche righe. Noi realizzammo un libro scritto con il collega Antonello Sette subito dopo il crollo delle Torri Gemelle. I lati oscuri che circondano il personaggio Bin Laden e le strategie di Al Qaeda sono molti, ed è difficile farsi una opinione precisa. Io ho seri dubbi che sia ancora vivo - più che altro perché le sue condizioni di salute non erano buone, già all'epoca - o che sia ancora lui a 'dettare la linea' della organizzazione. Certo, la cosa davvero inquietante è che - come sappiamo - l'intera guerra in Afghanistan fu proclamata da Bush con l'intento di debellare Al Qaeda e di catturare Bin Laden. Nessuno dei due obiettivi fu ottenuto, e in special modo, Bin Laden si volatilizzò come una 'primula rossa' quando ormai le autorità militari americane lo davano per spacciato nelle famose grotte di Tora Bora che erano circondate dai reparti statunitensi.

4) Cosa c’è nel tuo futuro di scrittore: altri romanzi, saggi ?
Coltivo l'attività di scrittore/saggista parallelamente a quella di giornalista. Ho scritto diversi libri, finora, e altri sono in cantiere. Scrivere è qualcosa di completamente diverso dal mestiere di giornalista. Per me, sono due mondi quasi del tutto separati. Scrivere libri dà più libertà, permette di approfondire meglio gli argomenti, di studiarli, di elaborare una storia in modo completo, con tutti i tempi giusti. I giornalisti oggi sono - comprensibilmente - sottoposti alla tirannia delle tempistiche molto spesso imposte dalle tecnologie.
6) Conosci il mio Blog Fuorionda News, che ne pensi ?
Sì, lo conosco e mi sembra una idea divertente. Noi giornalisti televisivi siamo abituati a incappare nei 'fuori onda'. Sappiamo che il rischio è sempre in agguato e dobbiamo stare attenti. Anche se, nel bel mezzo di una diretta, non è sempre semplice.
(Grazie a Fabrizio per la disponibilità)

Intervista: Manuela Iatì di Sky Tg24
“MIO LIBRO SULLE ECO-MAFIE..."
in uscita saggio-inchiesta
della corrispondente calabrese



(Fuorionda mix con Manuela Iatì)
Il traffico di rifiuti tossici e radioattivi che ha visto protagonista la Calabria è al centro dell’ultima fatica (stavolta cartacea) della corrispondente dalla Calabria di Sky Tg 24, Manuela Iatì. ’Ndrangheta, ma anche faccendieri, servizi segreti, politici di molti Stati sono i protagonisti dell’inchiesta scritta assieme al collega Peppe Baldessarro edita da Citta del Sole che sarà in circolazione dai prossimi giorni.Emblematico il titolo: "Avvelenati". Ce ne ha parlato lei stessa in questa intervista .
1)Escluso Sky Tg24, quale tg nazionale preferisci guardare ?
In effetti la mia scelta dipende più dall’orario in cui mi ritrovo davanti alla tv, che non dal gradimento. Però, in una scala di preferenze, ti direi Tg5, Tg2 e Tg1. Che guardo anche con occhio “clinico”, con riferimento alla scaletta e al taglio che viene dato alle notizie. Aggiungo, poi, che apprezzo Omnibus, l’approfondimento mattutino di La7. Mi tiene compagnia durante la colazione, in alternanza con il nostro SkyTg24 Mattina!


(clip musicale fuorionda)
2)Nella tua attività di corrispondente dalla Calabria per Sky Tg 24 quante volte i politici hanno cercato (se lo hanno fatto) d’influire e condizionare il tuo lavoro (prima e/o dopo un servizio)?
Ti sembrerà strano, ma non mi è mai successo. Soltanto richieste di seguire, soprattutto in campagna elettorale, eventi pubblici a cui erano presenti. Ma mai nessuna pressione o condizionamento. In un solo caso, lo scorso ottobre, in occasione della manifestazione di Amantea sulle navi dei veleni, l’addetto stampa di un leader nazionale è stato piuttosto insistente nel chiedere un’intervista al leader. Ma quello è il suo lavoro… E’ anche vero che di politica mi occupo poco, dato che, da corrispondente – e soprattutto della Calabria – il mio “pane quotidiano” è la cronaca, nera e giudiziaria.

(Fuorionda con Ketty Riga )
3)Una cosa che non son riuscito mai a capire fino in fondo della Calabria è la profonda rivalità Reggio Calabria- Catanzaro. Da cosa nasce e potrà mai essere superata?
Impossibile spiegarlo in poche parole. Affonda le sue radici nella storia. Precisamente nella scelta di Catanzaro come capoluogo di Regione. Era il 1970 e stavano nascendo le Regioni. Sarebbe stato naturale assegnare quel ruolo a Reggio, che è sempre stata la città più importante della Calabria per storia, posizione geografica, sviluppo urbano ed economico. Tanto che tuttora, per tantissimi non calabresi, il capoluogo di regione è proprio Reggio Calabria. Eppure, al momento di decidere, le è stata preferita Catanzaro e questo perché, nonostante fosse più piccola, meno popolosa, meno “metropolitana”, aveva la forza della politica. Reggio è sempre stata distante dai veri centri di potere, chi ha in mano la vera politica sono Catanzaro e Cosenza, aspetto che le è sempre costato caro. Da quella scelta nacque addirittura una rivolta di popolo, una vera e propria guerriglia urbana, alimentata dallo stato di bisogno che in quel momento storico i reggini stavano vivendo. I “moti di Reggio” hanno causato anche dei morti. Per sedare la rivolta il Governo, che aveva mandato perfino i carri armati in città, decise alcuni provvedimenti che avrebbero dovuto aiutare lo sviluppo del territorio. In realtà furono una sorta di merce di scambio, frutto di un compromesso dei politici che causò più danni che benefici e che i cittadini videro come l’ennesima beffa, l’ennesima presa in giro. Molti studiosi, ma anche chi ha vissuto quella fase, dicono che da allora nei reggini sono nati indifferenza, rassegnazione, sfiducia verso la politica e verso lo Stato. E, naturalmente, la rivalità di cui mi chiedevi. Catanzaro è considerata una “usurpatrice” di ciò che sarebbe spettato di diritto a Reggio. Tanto che, ancora oggi, a 40 anni di distanza, questo è un tema caldo, sentito fortemente da catanzaresi e reggini, e che continua a dividerli.

(foto da mio Fuorionda)

4)Quali sono le cose che ami fare nel tempo libero (se ne hai )?
Ecco, appunto, dici bene… se ne ho…! In realtà per ora molto poco. Ultimamente mi sono dedicata alla scrittura, ho appena terminato un libro e ogni momento libero è stato perciò necessariamente dedicato a questo. In generale cerco di approfittare dei momenti liberi per riposare, rilassarmi, evitando perfino di leggere i giornali. Mi prendo cura di me stessa. Mi piace stare con gli amici, ma anche leggere in solitudine. Poi, adoro fare shopping, quando il portafoglio lo permette! Ma anche mettermi in macchina e cercare posti che non conosco, per scattare qualche fotografia.
5-Che libro hai terminato ? Di cosa parla? Come è nato ?
E’ un’inchiesta sui “veleni”, cioè sul traffico di rifiuti tossici e radioattivi, che trova nella ’ndrangheta uno snodo fondamentale, ma che passa per faccendieri, servizi segreti, politici di molti Stati. Uccidendo migliaia di persone. Sulla base delle centinaia di atti giudiziari formatisi dagli anni ’90 ad oggi, soprattutto in Calabria, il libro ricostruisce organicamente una vicenda che si ramifica in tanti misteri, come ad esempio l’omicidio di Ilaria Alpi o la strage di Ustica. Lo abbiamo scritto a quattro mani, con il corrispondente calabrese di Repubblica - e mio carissimo amico - Peppe Baldessarro. Si intitola “Avvelenati”, uscirà a fine aprile, edito da Città del Sole, e lo presenteremo il 16 maggio alla Fiera di Torino e poi un po’ in giro per l’Italia. Lo spunto è stato il caso del relitto di Cetraro, che ha reso nuovamente attuale l’argomento, sul quale da tempo avevo raccolto materiale, per una mia passione personale…
6)Che pensi del mio Blog Fuorionda News ?
E’ carinissimo!! Mi diverte vedere cosa combiniamo quando la luce rossa della telecamera è spenta (o almeno quando dovrebbe esserlo…!). Ci umanizza e, per questo, penso ci renda più simpatici agli occhi di chi ci segue e che, talvolta, vede in noi persone irraggiungibili, come di un altro pianeta. A volte fa anche capire quante difficoltà e quanti sacrifici stiano dietro questo mestiere. Non ultimo, consente a noi di non prenderci troppo sul serio. Il che dovrebbe essere, secondo me, una regola di vita... per far bene il nostro lavoro e anche per vivere meglio!
(Grazie a Manuela per la disponibilità).