mercoledì, febbraio 10, 2010

Intervista esclusiva
GIORNALISMO, POLITICA E MATERNITA'
Letizia Leviti: segugio di Sky Tg 24
si racconta
...e commenta i suoi fuorionda



Qualche tempo fa l'avevamo colta in fuorionda con il pancione e ora è in maternità a casa con lui, il nuovo arrivato: Alberico Fernando. Letizia Leviti di Sky Tg 24 è una delle donne di punta del telegiornalismo in Italia. Inviata e conduttrice dei programi di approfondimento del canale all news di Emilio Carelli, in questa interessante intervista esclusiva ci parla delle sue esperienze in zone di guerra e pure di alcuni suoi fuorionda da Castelvolturno che l'hanno vista protagonista.Donna iperattiva, è stata anche candidato sindaco del suo paesino Bagnone, Letizia si racconta qui con entusiamo e parla anche di un suo libro sui prigionieri italiani in Iraq che sta per diventare fiction televisiva.Ma ecco l'intervista completa.



D - Sei stata inviata in vari paesi del mondo (Iraq, Afghanistan, Libano...) quali esperienze ti sono rimaste più impresse? Raccontaci qualche episodio particolare di cui sei stata testimone

R - Le aree di crisi sono aree di fascino e dolore e poter vivere da dentro determinate realtà rappresenta un’esperienza unica. L’Iraq è il Paese che ho conosciuto meglio. Un episodio? Un’intervista al rappresentante di Moqtda al Sadr nel sud del Paese. Mi accolsero uomini armati fino ai denti, la casa era blindata da decine di guardie, occhi neri ovunque mi guardavano con un misto di disprezzo e diffidenza. Fu una mezz’ora difficile almeno quanto quella che vissi un venerdì andando in moschea per la preghiera. Una ciocca di capelli uscì dal velo: venne un uomo, parlò con il mio operatore con fare minaccioso. Capii che era meglio andare via: ero stata involontariamente irriverente e la mia presenza era ormai una provocazione. Gli episodi che potrei raccontare sono decine: una notte di paura nella base per quello che sembrava un attentato fallito e poi era solo un insieme di coincidenze, la storia di una bimba dal volto sfigurato da una bomba, i colpi di mortaio che raggiunsero – senza esplodere – il container nel quale alloggiava un ingegnere italiano o una semplice chiacchierata con una donna irachena fiera di portare il velo.


E’ l’insieme di tante esperienze che fa la storia di una missione del genere e fa anche la storia della persona che le vive: vale anche per l’Afghanistan e per il Libano. Questi Paesi sono complessi e spesso – ancor più che l’Iraq – vengono raccontati in modo parziale, inesatto, da un punto di vista viziato da scarsa cultura e sensibilità. E così l’ignoranza contribuisce ad aumentare paura e diffidenza. Kabul non è solo Karzai e Talebani, a Beirut donne in minigonna e femmine coperte dalla testa ai piedi si incrociano per le strade, tra le luci di negozi e locali avanguardisti. Per tornare all’Iraq, nel sud del Paese pranzai in una capanna di paglia con alcuni sceicchi: tra i cuscini, per terra, computer e telefoni satellitari. Le stoffe delle loro tuniche – mi raccontavano – le facevano arrivare da Londra. E vogliamo parlare di Tehran? Sono arrivata in piena notte, da sola. Subito dopo sono andata alla tomba di Khomeini, ho percorso i vicoli della città, i musei, mi sono persa nel traffico, sono arrivata al cosiddetto “tetto di Tehran”, il punto più alto della città, dove c’è una stazione sciistica. Con me c’era una guida, Soheila, una donna: non ci è successo un bel niente, pur essendo sole. In Libano ho toccato con mano quanto coloro che spesso noi consideriamo terroristi siano anche – non solo, ma anche – parte integrante della società, garanzia di sicurezza e protezione per la popolazione, eroi da imitare per i bambini (e comunque…”beato il popolo che non ha bisogno di eroi”). Hezbollah nel sud del Paese rappresenta la gente. Punto. E’ stata un’interessante esperienza attraversare i loro famosi tunnel e poterli filmare, documentare: l’ho fatto grazie all’aiuto di un ex capo di Hamal. Con questi esempi – talvolta banali per chi conosce la storia di certi Paesi – vorrei far capire a un pubblico più vasto che è necessario sempre filtrare quello che si sente dire o si legge o – diciamolo – che si vede in tv. Occorre maturare una coscienza critica più forte. Filtrate, filtrate, filtrate anche me. E diffidate degli inviati di guerra che si pavoneggiano ad eroi, di quelli sempre un po’ enigmatici o dall’aria pensosa di chi ne ha viste tante. Filtrate…
video video


video video

(Letizia in fuorionda da Castelvolturno)
D - Cosa pensi dei tuoi fuorionda? Non perdi mai il controllo, ma una volta…a Castelvolturno…
R - Ho visto i fuorionda e sono simpatici. Inutile dire che quello che mi piace di più è l’ultimo: ero nel mio paese d’origine direi strabaciato dalla fortuna con la vincita del più alto jackpot della storia italiana del Superenalotto. E soprattutto ero incinta e cioè, sebbene non magra come al solito, in uno stato di grazia. Non perdo mai il controllo forse perché sono concentrata sulla diretta e in effetti nei tuoi fuorionda sembro più seriosa di quel che in realtà sono. Che fatica e che ridere a Castelvoltuno! Decidemmo il giorno prima di metter su una puntata di Sky Tg24 Sera in diretta da lì, una puntata direi sperimentale e alla fine ben riuscita. La gestione era complessa e i collegamenti esterni poggiavano non su uno studio - come avviene di solito – bensì su un megacollegamento esterno. E’ così che mi sono messa a “sforbiciare” perché la regia comunicasse al mio collega Paolo Chiariello, corrispondente da Napoli, che il tempo a disposizione del suo collegamento era scaduto da un pezzo. Mi ha fatto ridere rivedere quei momenti, come penso abbia riso Paolo…
D - Tanti speciali, collegamenti, conduzioni e servizi. Mai la conduzione del tg: perché?
R - La mia indole è quella del segugio o del guerriero: corro, osservo, fiuto, combatto. Il mio direttore mi conosce e siccome sa fare bene il direttore sa che sono più adatta a un altro tipo di giornalismo. Si è aperta anche la possibilità della conduzione del tg, ma non era congeniale né al momento né alla mia più profonda natura. Mettermi alla prova è comunque per me quasi un vizio: chissà, magari lo farò. La conduzione del tg a Sky Tg24 non ha niente a che vedere con quella di un altro tg: tempi e modi sono diversi e soprattutto questo ruolo tende ad assumere connotati di esclusività. Non parti, non esci, non scrivi se non pochissimo. Diversa è la conduzione di un programma, in cui un tema viene approfondito e, pur nel massimo dell’obiettività, il giornalista fa il suo lavoro nel modo in cui sa “aprire” la notizia, elaborando schemi logici che dovrebbero portare il pubblico a capire di più e meglio cosa è successo. Così è stato per le mie esperienze in Sky Tg24 Sera e Nightline, due format molto diversi tra loro, ma con un unico scopo: fotografare la realtà. E farlo con una vecchia macchina fotografica, senza digitale, alias senza ritocchi.

D - Quanto è cambiata la tua vita dopo la fresca maternità ? Quando pensi potrai tornare alla tua attività di Sky Tg 24?
R - Sai che non credo che sia cambiata poi così tanto? E’ vero…mai avrei immaginato di sposarmi, mai avrei pensato di voler passare il resto della vita con un uomo, mai avrei pensato di poter avere un figlio subito dopo averlo desiderato. E’ successo e sono felice, ma sono sempre io, identica. Forse perché ho sposato l’uomo giusto o perché ho la gran fortuna di vivere in modo autentico, attitudine naturale che non s’impara su nessun manuale. In questo periodo sono in maternità nel buon ritiro di Bagnone, mio paese natale: le mie giornate sono diverse da quelle in missione o anche solo in redazione.



(In questa foto Letizia vestita da barbone per un servizio)


Ritmi più lenti, qualità della vita altissima, cura totale dei miei affetti, ma sono le cose che faccio più frequentemente ad essere cambiate, non io. Mio figlio Alberico Fernando è piccolo, ma in lui sento il sapore della mia infanzia, in questo borgo. La mia nonna abitava di fronte alla bella casa dove stiamo vivendo e io sono cresciuta con lei: se me lo avessero detto, avrei scommesso tutto che una storia così non sarebbe stata possibile. Invece eccomi qui: ho girato il mondo e sono tornata nel mio nido per far nascere il mio cucciolo e poi spiccare il volo insieme. Felice. Sono innamorata del mio lavoro, ma la vita è un insieme di armonie: quella giusta ora è quella che sto vivendo. Poi, magari tra qualche mese, tornerò a Roma con Alberico Fernando e mio marito. Ricomincerò a lavorare e sarà un altro momento nuovo, magari faticoso ma da scoprire. Per ora, mi occupo di lui, leggo molto e mi sto divertendo ad utimare un mio libro…e va bene così.
D - Non è il primo libro. “Forse domani t’ammazzo”, edito nel 2004, sta per diventare una fiction..
R – Sì e la regia sarà di Alessandro D’Alatri. “Forse domani t’ammazzo” è la storia intima di 58 giorni di prigionia in Iraq di Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino: il libro nasce dal loro racconto, che comprende anche l’atrocità della fine di Fabrizio Quattrocchi. Non aveva e non ha velleità politiche, è un prodotto di cronaca e anche un esercizio di buona scrittura. Sono molto contenta della decisione di farne una fiction, sta prendendo corpo un progetto molto importante e sarà interessante partecipare alla sceneggiatura.
D - Il libro non ha velleità politiche, ma tu sì. Sei stata candidata a sindaco alle ultime elezioni nel tuo paese. Perché questa scelta? Riesci a fare il consigliere comunale?
R – E’ stata un’esperienza straordinaria, al di fuori di ogni schema da bassa politica. Una storia di libertà. Perdente, certo. “Ci vuol passione, molta pazienza, sciroppo di lampone e un filo di incoscienza…”: così recita “Rossetto e cioccolato” di Ornella Vanoni, canzone che ho scelto per colonna sonora della campagna elettorale. Ho provato a spazzar via ogni interesse di bottega, a parlare al cuore della gente, a farmi carico dei loro bisogni, come si fa in una famiglia. Ho preteso troppo, ma il messaggio è arrivato. Ci credo e l’ho fatto perché mio padre l’avrebbe fatto. E’ morto quando avevo 9 anni, adorava il suo paese, Bagnone. Non me ne pento, anzi. Certo, ho tastato con mano come la politica può imbarbarire, dividere, fomentare sentimenti negativi: questa è la parte che non mi è piaciuta. Molto lenta e per niente rock, per dirla con Celentano. Ora facciamo opposizione in modo serio e sereno, senza perder tempo in litigi da copione. Le persone che erano in lista con me hanno creato un gruppo molto affiatato, continuiamo a vederci e facciamo attività che non chiamerei politica, ma sociale. Cerchiamo di fare qualcosa di buono per il paese, di portare all’attenzione della maggioranza i problemi, di controllarne l’operato e per l’estate abbiamo in mente di organizzare qualcosa di bello per questo splendido borgo medievale.
D - Che ne pensi del mio Blog FUORIONDA NEWS ?
R – Beh…che dire? Attenzione!!! Sei uno spione simpatico, ma certe “intercettazioni” tra giornalisti potrebbero essere molto pericolose o quantomeno molto scomode. Il blog è carino e fresco, ma soprattutto apprezzo l’idea, il guizzo, l’intuizione originaria. Insomma, hai fatto di un divertimento un lavoro: complimenti. Non ti venisse in mente di fare il giornalista…


Grazie a Letizia per la disponibilità.

6 commenti:

ianni ha detto...

Semplicemente fantastica. Lei si racconta bene, ma io la conosco: è molto di più di quello che dice. E' una vera donna, una vera giornalista. Da sposare, in tutti i sensi. Ed è bellissima...

ianni ha detto...

Poteva lasciar perdere la politica, è troppo sporca per una come lei. Dai, Leti, sei una bella e tenera mamma, anche se sono sicuro che rimani una guerriera.

sono suo marito ha detto...

...unica.

andrea ha detto...

Sei tornata dalla maternità più bella di prima. GRANDE. GRANDISSIMA. Mancava il tuo tocco, la tua voce, il tuo modo di scrivere o di fare domande, quello sguardo dentro la telecamera.In bocca al lupo, con moltissima stima.

Fabry ha detto...

Leti ricordi? La prima volta che ti ho vista occupavi la mia scrivania in redazione......pensai non è possibile una visione!!!!
Poi conoscendoti.... anche una donna speciale e una giornalista con 2 bip bip così.

Fabry ha detto...

Leti ricordi? La prima volta che ti vidi occupavi la mia scrivania in redazione.....dissi tra me e me non è possibile...una fantastica visione!!!!
Poi conoscendoti...una donna speciale,indimenticabile e una giornalista con 2 bip bip così, per questo meriti tutto ciò che hai conquistato.
Un bacio da Cesena