sabato, dicembre 05, 2009

Tutti i servizi tg dall'Italia e dall'estero
RASSEGNA STAMPA TV:
NO BERLUSCONI DAY
Trovate voi le differenze ...

Tg 4 Mediaset Antonello Capurso ed Emilio Fede.France 2 (tv pubblica)Tg3 da Berlino-Tg la7Roma Città TvTv DanimarcaTg1 Rai Natalia AugiasTg 3 Rai(da replica Rainews)Rai News 24 (rassegna stampa ore 7)Rai News 24 (rassegna stampa ore 5)Sky Tg24 (collegamento Livia Michilli).TF1 (Francia-privato).Rai News 24.France 24 (servizio)Studio Aperto Mediaset Irene Tarantelli.Tg5 Mediaset Andrea PesciarelliEuronews
France 24 (collegamento live) .

mercoledì, dicembre 02, 2009

Fuorionda e intervista:
Alfredo Vaccarella, Studio Aperto
“COGNOME INGOMBRANTE,
MA NON SONO RACCOMANDATO”
come si “macinano le news"

(Clip musicale in fuorionda)

Otto anni di precariato al quotidiano di Roma il Tempo prima dell’assunzione e poi la Tv. Alfredo Vaccarella di Studio Aperto in questa intervista esclusiva racconta la sua esperienza pre-piccolo schermo, svela alcuni retroscena della sua attività giornalistica e replica anche ad alcune pesanti critiche dovute a quello che lui stesso definisce “un cognome ingombrante”. Ecco l’intervista completa.
1)Raccontaci della tua storia giornalistica. Quali esperienze hai avuto prima di Studio Aperto ?
1) Studiavo giurisprundenza quando sono stato fulminato sulla via di Damasco del giornalismo. Era il '92 quando iniziai a collaborare con Il Tempo, una gavetta durissima. Il primo anno ho proposto almeno un articolo al giorno, più di trecento pezzi, per vederne pubblicati appena otto; poi il vento ha cominciato a girare quando ho iniziato a occuparmi di giudiziaria dalla Cassazione, trovando qualche sentenza che ha fatto epoca. In piena onestà devo dire che non era troppo difficile, ero da solo in Cassazione, e il linguaggio tecnico-giuridico non mi turbava. Poi sono passato alla nera ed ho scoperto la mia vera passione. Nel frattempo, da esterno, ho collaborato con qualche altro giornaletto di quartiere, ho fatto l'addetto stampa dell'ordine degli avvocati, ho scribacchiato qui e là con altre firme sempre mantenendo la collaborazione a Il Tempo. Poi il percorso classico. Dopo otto anni l'assunzione come praticante, gli esami da professionista, la conferma come redattore prima nomina, e via così, fino a diventare vice capocronista e capo della cronaca nera. Nel 2001 o 2002 avevo già avuto dei contatti con Mediaset, ma offrivano solo contrattini; poi sono passato a Studio Aperto nel 2007

2 Marco Travaglio su L’Unità del 6 maggio 2007 ti ha dato del raccomandato perché sei figlio del giudice costituzionale Romano Vaccarella . Ti giriamo la domanda: sei “raccomandato” ?
2) Ricordo che Travaglio scriveva pure che ero un cronista serio e preparato, bontà sua. Il fatto di avere un cognome ingombrante, come del resto altri che fanno questo mestiere, non necessariamente significa essere raccomandati. Esattamente come non per forza sarebbe raccomandato un eventuale figlio di Travaglio che dovesse un domani accostarsi al giornalismo o, perché no, una giovane principessa che dovesse firmare articoli su un importante quotidiano nazionale. Per me conta il curriculum e quello che si mette in pagina, le notizie che si portano, gli scoop, il modo di scrivere. Se fossi stato raccomandato davvero, al Tempo sarei entrato subito, e non dopo otto anni da precario. Anzi, magari sarei entrato a Mediaset direttamente nel '92 e non dopo quindici anni sul marciapiede. Marciapiede della cronaca, s'intende...

( Alfredo segue per Studio Aperto il processo di Perugia)
3) Quali fatti-notizie ti hanno emozionato di più nella tua attività ?
Notizie da prima pagina ma anche trafiletti da dieci righe. Negli ultimi tempi l'omicidio di Meredith a Perugia, l'emergenza rifiuti a Napoli, il terremoto all'Aquila. E però alle volte ricordo con nostalgia storielle di cronache che il grande pubblico ha dimenticato o non ha mai conosciuto. Una notte mi chiamò un agente di una volante, avevano il problema di un tossicodipendente che si era arrampicato oltre la recizione di un ponte e minacciava di buttarsi sulla ferrovia se non gli portavano un giornalista. Treni fermi, polizia dappertutto, pompieri. Presi la moto alle 3 di notte, andai e ci parlai: drogato lui, drogata la moglie, un figlioletto di otto mesi, vivevano in macchina perché gli avevano tolto la casa popolare che avevano occupato. Gli promisi che avrei scritto la sua storia e lui scese: quando guardi uno negli occhi in queste situazioni, queste esperienze ti restano dentro. Il giorno dopo ho dovuto fare fuoco e fiamme per scrivere un pezzo da 60 righe: come si dice?, la storia non era "notiziabile". E però la notizia l'ho data. So che poi il Comune l'ha convocato, e lui tramite quel poliziotto mi ha ringraziato. Ci penso spesso, a questa storia, che in fondo racconta il bello e il brutto di questo mestiere che facciamo: forse un mio articolo per una volta è servito a qualcosa, ed è il bello; di quel ragazzo e della sua famiglia poi non ho saputo più niente, ed è il brutto. Noi siamo macchine che macinano notizie. Ma anche le notizie macinano noi.

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(Blob di Fuorionda News con la partecipazione anche di Alfredo Vaccarella)
4) Sei passato in video diverse volte sul mio Blog. Che pensi di Fuorionda News ?

4) Il blog è fantastico, ben fatto tecnicamente, molto curato. Ma l'aspetto che mi convince maggiormente è proprio questo: la possibilità di mostrare l'uomo che c'è dietro la faccia che va in televisione. Queste interviste che fai, e le sai fare bene, qualora uno voglia rispondere senza mettersi maschere, permettono di tirare fuori qualcosa di reale. Se poi il pubblico ha la pazienza di leggerle, questo è un altro paio di maniche. Certo, uno po' mi turba l'elemento di divismo che c'è dietro. Mi spiego: venendo dalla carta stampata ed essendo relativamente poco "televisivo", mi sento strano nel rilasciare un'intervista. C'è una vocina che mi dice: ma davvero a qualcuno interessa chi sei e cosa hai fatto? Rifiutare l'intervista però mi sarebbe sembrato davvero molto, troppo snob. Per cui rispondo, metto a verbale questa mio tiepido tentativo di schermirmi ed eccoci qui.

video
(Alcuni stand-up fuorionda di Alfredo Vaccarella e da Perugia con Roberto Tallei di Sky Tg 24)
5) Ti abbiamo visto molte volte in fuorionda con la sigaretta accesa. Quante ne fumi al giorno ?
5) Troppe sigarette, troppe. Ma prima o poi smetterò.
(Graziea ad Alfredo Vaccarella per la disponibilità)

Intervista esclusiva/Roberta Badaloni Rai-TG1
IL CRONISTA AL SERVIZIO DELLA NOTIZIA
FUORIONDA NEWS ? ”IDEA FANTASTICA”

Appassionarsi a quello che si racconta è un pregio che non tutti i giornalisti hanno, ma che lei sicuramente possiede. Giornalista professionista dal 2000 ha mosso i primi passi nel mondo del giornalismo all'emittente laziale GBR per poi passare, dopo la laurea in giurisprudenza, al Tg di Rai Uno. Roberta Badaloni ha iniziato al Tg1 della Rai con una sostituzione ed oggi è sicuramente una delle consolidate punte di diamante del telegiornale number one di Mamma Rai. Da Focus, Miti di Oggi, Tv7 notevole il suo contributo alle varie rubriche del Telegiornale del primo canale della Tv di stato, redazione società.
PER SPECIALE TG1 HAI RECENTEMENTE REALIZZATO UNA INCHIESTA SULLE NOTTI BRAVE DEI GIOVANISSIMI, SBALLI TRA ALCOOL E DROGHE…COSA TI HA COLPITO DI PIU’?


La puntata di speciale tg1 si chiamava “omicidio al volante”. Era dedicata agli incidenti stradali. Lo sballo dei giovani lo abbiamo seguito in questa ottica, partendo da un dato dell’itituto superiore sanita’ che attribuisce all’alcool e alle droghe piu’ del 40 per cento di tutti gli incidenti stradali.Focalizzare qualcosa che mi abbia colpito di piu’ quella notte, non e’ facile. Io non so se le immagini che abbiamo trasmesso, dovutamente offuscate e schermate, abbiano reso effettivamente l’aspetto piu’ drammatico di quelle situazioni. Abbiamo visto i locali riempirsi di giovani euforici. Abbiamo visto gli stessi giovani trasformarsi ora dopo ora. Li abbiamo visti perdere ogni forma di autocontrollo, di dignita’, di rispetto per se stessi. Mi ha colpito lo scenario di leggerezza e di incoscienza nel quale avveniva tutto questo. Abbiamo filmato una ragazza che tremava e gridava mentre gli amici la guardavano divertiti. C’erano giovani in terra, in ogni locale dove siamo stati. E in terra sarebbero rimasti, se non fosse stato per l’intervento degli uomini della sicurezza. Non era nostra intenzione indagare sul perche’ di tanta follia. Volevamo solo capire in che stato il sabato notte ci si metteva alla guida dopo tanti eccessi. Non credo che la sicurezza stradale sia una priorita’ per molti. Dalle cinque del mattino in poi abbiamo visto persone palesemente non sobrie raggiungere a fatica le auto e mettersi alla guida.Una cosa mi preme dire, per correttezza di cronaca. Non solo giovani; ci sono adulti che sono molto peggio dei giovani. Ultra-cinquantenni vestiti alla moda ubriachi e barcollanti. Anche loro hanno guidato senza porsi il minimo problema. A volte l’esempio peggiore arriva proprio da chi, al contrario dovrebbe avere qualche responsabilita’ in piu’.


(Il servizio per il Tg1 di Roberta Badaloni su Carlo Parlanti)

HAI INTERVISTATO CARLO PARLANTI, L’ITALIANO DETENUTO E CONDANNATO NEGLI STATI UNITI PER STUPRO E CHE DA ANNI SI PROFESSA INNOCENTE CHIEDENDO GIUSTIZIA. COME E’ NATO QUESTO SERVIZIO?

Mi sono interessata alla vicenda di Parlanti curiosando sul sito di “prigionieri nel silenzio”. Un’associazione che segue le storie degli italiani detenuti in Paesi stranieri.E’ impressionante scoprire per esempio che sono tantissimi i connazionali che si trovano in carceri straniere e scoprire che molti erano partiti per una semplice vacanza e non sono piu’ tornati. La storia di Carlo mi aveva colpito piu’ delle altre. Non solo per l’accusa gravissima, lo stupro ,ma anche per il fatto che la sua fidanzata Katia Anedda , non aveva mai smesso in tanti anni di lottare per lui. La vicenda poi, aveva dell’incredibile. Carlo era stato accusato da una donna americana che a sua volta aveva gia’ accusato di stupro l’ex marito, americano anche lui. Ma in quel processo i giudici la ritennero inidonea a testimoniare in quanto affetta da patologie di disturbo della personalita’. Nel giudizio contro Parlanti , solo qualche anno dopo invece, venne ritenuta guarita ed affidabile.Io non so se Carlo Parlanti sia innocente o colpevole . C’e’ stato un processo, c’e’ una sentenza e mi rimetto a quella. Pero’ mi e’ sembrato giusto divulgare la sua storia. Portarla a conoscenza del pubblico cosi’ come Parlanti chiedeva da sempre. Voleva rivolgersi direttamente ai suoi connazionali e lo ha fatto, dal carcere di Avenal in California. Dopo la sua intervista molti telespettatori hanno chiamato l’associazione e scritto lettere a Carlo. La sua battaglia continua, ora si aspetta l’esito di altri gradi di giudizio.


COME SI SVOLGE LA TUA GIORNATA IN REDAZIONE?


Non esiste una giornata “tipo”. Tutto puo’ accadere, anche in una redazione come la mia , che segue il sociale e non i fatti stretti di cronaca. Se si sta seguendo un argomento specifico che e’ in continua evoluzione come in questo periodo l’influenza A, bisogna essere pronti a documentare momento per momento l’evolversi della situazione. Noi curiamo anche il taglio basso del giornale, il costume, le tendenze,l’aspetto sociale in senso stretto. La mattina prima della riunione ufficiale del tg ,incontriamo il nostro caporedattore, Marco Franzelli e facciamo una prima scaletta di possibili pezzi.


CHE CONSIGLIO PUOI DARE AD UN GIOVANISSIMO CHE OGGI VUOLE FARE IL GIORNALISTA?
Di portare avanti la propria passione . Il mio consiglio , in due parole e’ : umilta’ e sobrieta’. Imparare a porsi di fronte a fatti, cose e persone con il giusto rispetto e senza preconcetti ed ideologie. Imparare a scrivere per tutti , creando le giuste condizioni affinche’ chiunque possa formarsi una libera opinione ed un libero convincimento su fatti e situazioni. Non cadere nella trappola delle lusinghe di un mestiere come il giornalismo, soprattutto quello televisivo. Imparare che il cronista non e’ e non deve mai essere al centro di una notizia ma al servizio della stessa.

CHE NE PENSI DEL MIO BLOG FUORIONDA NEWS ?
Bellissimo e molto divertente.E' stato un piacere scoprirlo. Ho passato un intero pomeriggio a curiosare tra video e interviste. L'idea e' fantastica ma e' soprattutto il tono garbato e mai volgare che rende questo blog curioso e piacevole.
(Grazie a Roberta Badaloni per la disponibilità).

venerdì, novembre 27, 2009

Torna in chiaro Sky Tg 24 sul DTT
CROLLA "IL CIELO" SU RAI E MEDIASET
4 edizioni del tg di Carelli gratis


L’informazione di Sky TG24 gratis in chiaro con quattro edizioni giornaliere alle:
07 – 12 – 19 e 24.

Ad un anno esatto, da quando con disappunto di molti (anche di questo Blog) il canale satellitare all news di Emilio Carelli diventò visibile esclusivamente sul sat in pay per view (gratis solo on line), da martedì prossimo è in arrivo una bella novità per il panorama delle news in Italia.

Sul digitale terrestre approda infatti un nuovo canale gratuito e dunque accessibile a tutti. Si chiama Cielo (tradotto da Sky, inglese)e nella sua programmazione ci saranno appunto 4 edizioni giornaliere di quello che da sempre a mio modesto avviso è il miglior tg italiano per equilibrio e completezza.Da martedì dunque finalmente per i Tg di Rai, Mediaset, Rai e La 7, come si suol dire saranno davvero "cazzi amari".La squadra dei preparatissimi giornalisti di Sky Tg 24 darà sicuramente filo da torcere ai loro scafati colleghi che, come loro stessi sanno bene, per un motivo o per l'altro offrono storicamente un prodotto incompleto e parziale.Ci si scontrerà dunque ora finalmente alla pari.E comunque la si pensi la concorrenza può solo fare bene al mondo dei tg italiani.Il nuovo canale trasmetterà tramite il segnale di quella che era la ex Rete A del Gruppo L’Espresso/Repubblica.
Per sintonizzare il proprio televisore e/o decoder, il canale del Digitale Terrestre su cui trovare ‘Cielo’ è il numero 10.

mercoledì, novembre 25, 2009

Intervista e Fuorionda:
Roberta Fiorentini di Studio Aperto
"GIORNALISTA...PER CASO"
dalla videoarte al telegiornale di Italia Uno



(mix di fuorionda esclusivi: Roberta Fiorentini di Studio Aperto)
Dalla videoarte a SeiMilano, fino a Studio Aperto. Il Cv di Roberta Fiorentini è senza dubbio singolare.In questa intervista la brillante inviata di Studio Aperto ci racconta come è diventata giornalista e ci svela anche alcuni episodi capitati dietro le quinte di un collegamento a Parigi.Ecco l’intervista completa.
-Trovare qualcosa su di te on line non è facile.
Presentati. Come sei nata dal punto di vista giornalistico ?

Assolutamente per caso. La prima intervista l'ho fatta di notte e in macchina a un’anziana prostituta che scriveva sceneggiature, a suo modo romantiche, per il cinema...ma allora, era il 1993, volevo fare l'artista (da un paio di anni avevo terminato gli studi all'Accademia di Belle Arti di Venezia) e l'intervista la inviai al Museo Pecci di Prato, che selezionava i migliori corti italiani da mandare a un festival internazionale di videoarte. Selezione superata. Ho continuato a fare mostre, in Italia e all'estero, ma fare videoarte a Milano con i galleristi che non sapevano come funziona un registratore VHS non è stato entusiasmante. Aggiungi anche il fatto che il mio lavoro di artista era un omaggio all'estetica televisiva e tira tu le somme...ero quasi un'eretica nel sacro tempio dell'immagine...Quando nel 1995 ho mandato il mio curriculum alla nascente SeiMilano Tv, facevo l'aiuto cuoca e allestivo le mie mostre nel tempo che restava. "Cerchiamo 60 giovani da gettare in mezzo a una strada" era il messaggio per reclutare videogiornalisti per l’innovativa tv inventata da Marco Di Gregorio e anche la foto-annuncio era tutto un programma: strada, ragazza, videocamera, telefonino, scooter...
E' andata così. Per cinque anni ho raccontato persone, luoghi e storie di Milano, poi nel 2000 è scoppiata la new economy-mania e ho voluto provare il brivido del giornalismo online, nel gruppo e.Biscom...esperienza molto istruttiva, sì sì… ma lì ho capito che la tv mi era più congeniale... dal 2002 sono approdata a Studio Aperto.

(Una splendida foto di una giovanissima Roberta Fiorentini nella doppia veste di giornalista-operatore)
Un collegamento in diretta che difficoltà può presentare, come si risolvono?
Beh per esempio, mentre sei a Parigi per l'EXPO, a 10 minuti dall'inizio del tg la troupe dell'audiovideo cambia location senza alcun preavviso...poi, quando a 30 secondi dal sommario, riesci a metterti in contatto con l'operatore quello ti spiega che si è dovuto spostare in un luogo meno trafficato ma che, non essendo del posto, non riesce a spiegarti come raggiungerlo...oppure capita che - sempre 10 minuti prima dell'ora X - oltre a dover pensare all'audiovideo tu devi ancora finire di montare il servizio di apertura, ma le zelanti forze dell'ordine decidono che, per motivi di sicurezza, è ora di spostare tutti mezzi per diretta e montaggio di "appena" qualche metro...ma tu sai bene che "appena qualche metro" è uguale a "qualche vitale minuto"...aaargh! che fai? semplifichi, ottimizzi, sorridi molto, mantieni il sangue freddo, ti godi l'adrenalina e...incroci le dita
-Nel 2006 hai vinto EX AEQUO il Premio Alpi: per un racconto in prima persona della violenza sessuale subita dalla stessa giornalista.
Ti aspettavi di riceverlo ?

...tanto quanto mi aspettavo di subire la violenza...ok, le probabilità di ricevere un premio credo siano maggiori di quelle di essere stuprate...cioè, così almeno spero...per tutte
-Come molti quando si sono visti in Fuorionda sul mio Blog in un primo momento ti sei infastidita, ora mi sembra sei diventata anche tu una grande fan di Fuorionda News. Che è successo?
Mai avuto niente in generale contro i fuorionda, anzi... li trovo divertenti e soprattutto, per chi non conosce dall'interno il mondo dell'informazione e della tv, credo siano molto istruttivi...la mia riserva riguarda invece il web che tutto accoglie, tutto esibisce, tutto accumula e accantona...fa tutto molto discarica, tutto molto in fretta cimitero di dinosauri...ma vabbè, questo è internet, per ora...e non si può mica fare senza.
Grazie a Roberta Fiorentini per la disponibilità.

venerdì, novembre 13, 2009

Tg5: parla Fabio Tamburini
“C'E' UN PAOLINI A MEDIASET ! “
il conduttore spiega la clamorosa papera
e "attacca" ironicamente il blog

(Inedita clip di fuorionda su Fabio Tamburini-Tg5-esclusiva Fuorionda News)

E’ stato davvero di parola. Fabio Tamburini ha accettato di rispondere alle nostre domande sull’ormai famosa papera in conduzione andata in onda per errore, che ha spopolato anche su Blob di Rai 3 (video qua sotto).Dopo qualche svarione con il verbo assistere (si assisti) il conduttore si blocca e poi lo schermo va in nero. Tutto clamorosamente in onda (non fuori) qualche notte fa, come abbiamo puntalmente segnalato su questo Blog. E' stata una sorta d’interferenza esterna -dice il bravo e simpatico conduttore del telegiornale Mediaset in questa intervista - come un intervento di Paolini (noto disturbatore della tv ndr), stavolta però avvenuto all’interno del Tg5. Chi ha commesso l’errore – ha tenuto ad evidenziare Tamburini- è colui che ha mandato in onda la registrazione. Ma ecco l’intervista completa, nella quale non manca di dimostrare tutto il suo spirito e simpatia anche su questo Blog Fuorionda News.” Sei un maledetto ficcanaso-afferma ironicamente Fabio Tamburini- e presto tutti noi ti seguiremo con telecamere nascoste”.

- Raccontaci questo clamoroso video che sta scalando tutte le classifiche di Blob di Rai 3.La mia impressione è che sia andato in onda per sbaglio la registrazione sbagliata, dunque anche l'edizione corretta era una registrazione? Quindi capita spesso che il Tg5 della notte sia registrato ?

Lo ha spiegato alla perfezione Lorenzo Montersoli (vedi intervista a Lorenzo Montersoli sempre su questo Blog ndr), dovrei fare un copia e incolla. Ti dico solo che, sarà difficile crederlo, ma non mi importa granché di essere passato per uno che ha commesso un errore madornale. L’errore è stato di chi ha mandato in onda la registrazione di una prova. E non so nemmeno chi sia stato ad avere la distrazione. È come quando Paolini mi si è avventato dietro le spalle ed ho proseguito fino a concludere il collegamento. È stata un interferenza esterna, ma oltre ad essere pronti a reagire nel modo più opportuno sono pronto anche a farmi due risate con gli amici e i colleghi che sanno come sono andate le cose.
-Ci racconti un po’ la tua carriera giornalistica, sino ad arrivare alla conduzione del Tg 5?
Ho una certa età, ormai, ed è dal 1987 che mi do da fare. In quell’anno entrai per alcuni mesi a Teleregione e conobbi la tv dall’interno. Due anni dopo collaboravo con il Secolo XIX per le notizie relative alla magistratura superiore; poi alla redazione romana del Giorno di Milano, un rapido passaggio all’Ansa, al Tg1 di Vespa redazione del mattino, poi in cronaca per 9 anni e mezzo, sette dei quali da precario. Nel 2001 mi chiama Gad Lerner come inviato speciale nella neonata La7. Due anni dopo mi chiedono di condurre una stagione di Stargate “linea di confine”, per sostituire Giacobbo che era passato a Rai due e dare un sapore più giornalistico alla trasmissione. Nel frattempo Maurizio Costanzo mi chiede di passare in Mediaset per formare una squadra sotto la sua direzione e dare vita a Raccontando. Matrix non c’era e la rete aveva bisogno di un luogo di approfondimenti in caso di emergenze, come era Porta a Porta su Rai Uno. Sono rimasto quattro anni con Costanzo come capo redattore delle news di tutte le sue trasmissioni. A luglio del 2007 mi chiama Mimun per seguirlo al Tg5.
-Con la “rivoluzione Mimun” sei arrivato alla conduzione in studio del Telegiornale. Preferisci fare i collegamento in esterno o leggere in studio?
Mi fa sorridere il termine rivoluzione, che il più delle volte, almeno nella comune accezione presuppone una decisione improvvisa e con metodi drastici. Per quanto mi riguarda due anni fa Mimun mi chiese se fossi disponibile a condurre un’edizione del tg. E dal momento che anche la conduzione la ritengo un incarico a tempo da ricoprire finché serve al giornale e non un minuto di più, risposi che ero pronto e che facesse lui. Lo ha fatto due anni dopo e non ne parlammo più. Quindi credo sia chiaro che considero alla stessa stregua ogni incarico adeguato alle proprie capacità, all’età e alla professionalità raggiunta. Fare i collegamenti in diretta è né più né meno un frammento di conduzione. Si va a braccio, perché anche in studio non abbiamo il gobbo, e si racconta quello che si è visto, o si sa, insomma si fa il nostro mestiere. Non c’è differenza almeno per me nemmeno rispetto a fare da spalla nella conduzione a Costanzo, sul palco del Parioli, o a condurre un programma intero, come Stargate. Modalità differenti, con gli stessi strumenti e per una stessa identica finalità.


video

-Cosa ne pensi del mio Blog suoi fuorionda che ha già pubblicato anche due tuoi simpatici off air ?
Penso che tu sia un maledetto ficcanaso e che presto tutti noi che siamo sul tuo blog ci organizzeremo e ti seguiremo con telecamere nascoste. Chiameremo le rubriche su di te FUORI IN STRADA, FUORI CASA, FUORI SUPERMERCATO e solo quando sarai beccato in Sardegna sulla spiaggia FUORI ONDA. Così impari.
Invece no. Bravo! Fai quello che credi, perché per quanto mi riguarda sei libero di mandare in onda i miei errori, quando li commetto, riconoscendoti la rara correttezza di chiedere il consenso. Buon lavoro
.
(Grazie a Fabio Tamburini per la disponibilità e per la simpatia.)


mercoledì, novembre 11, 2009

Sky di sinistra ? Argomento debole di Berlusconi
MARCO PICCALUGA RACCONTA L’UNICO “CAZZIATONE”DI CARELLI
con CIELO il tg torna in chiaro


(Clip Fuorionda di Marco Piccaluga, Sky Tg 24)

Dietro ogni servizio di un Telegiornale c’è sempre preparazione e lavoro sodo. Dal giornalista, ai tecnici delle riprese e del montaggio: il "successo" di 120 secondi (durata massima di un servizio Tg) dipende da tanti fattori . E può anche capitare che, nonostante intensi sforzi di tutti, alla fine il risultato non sia quello voluto (e sperato). Ce lo ricorda in maniera molto chiara il nostro Marco Piccaluga di Sky Tg24. In questa bella intervista il conduttore del canale all news infatti ci racconta in esclusiva un episodio relativo ad una sua esperienza giornalista in Grecia.
-Nel 2004 sei stato inviato ad Atene per Sky.Cosa ti è rimasto impresso di quella esperienza?Mi è rimasto l’amaro in bocca. Tutti mi ricordavano quanto fossi fortunato ad essere lì, a vivere le olimpiadi in prima persona, a raccontarle. Ma la realtà dell’inviato è molto diversa. In 25 giorni di permanenza ad Atene non sono riuscito a vedere neppure una gara. Non ho neppure mai visto lo Stadio Olimpico. Ero solo, sempre di corsa, dalla mattina fino a notte inoltrata. Dovevo fare un servizio per le edizioni di mezzogiorno e dell’una, uno per quelle serali e una diretta alle 20, oltre a eventuali telefoniche. Bisognava avere idee, trovare notizie (io seguivo solo la cronaca, non la parte sportiva), girare le immagini, scrivere di corsa, montare e sempre di corsa andare ad Antenna 1, la tv da dove riversavo a Roma i miei servizi. Appena finito l’invio, ripartiva la corsa. Altra idea, altro servizio, altra storia da raccontare, girare, scrivere e montare per la sera. Si faceva appena in tempo. Appena trasmesso, correvo sul tetto della Tv dove si facevano le dirette con lo stadio sullo sfondo. Facevo il punto sulle gare del giorno (che non avevo visto, purtroppo). Il tempo di mangiare un boccone, poi di corsa a Casa Italia dove i medagliati venivano festeggiati. Dovevo essere lì per intervistarli in modo da avere qualcosa di fresco da spedire a Roma la mattina successiva. Finivamo sempre a notte fonda. La mattina dopo si ripartiva. Altro giro, altra corsa. In una città enorme, intasata dal traffico, dove per fare cinque chilometri servivano a volte due ore di macchina, a 42 gradi. La sensazione era quella del criceto nella ruota. Corri, corri e spesso a vuoto perché nessuno se ne accorge. Mi spiego: un giorno non riuscendo a trovare un taxi che mi portasse a Casa Italia (ad Atene durante le Olimpiadi i taxi a volte non ti caricavano se la destinazione era troppo lontana…), fui costretto a fare l’autostop. Feci tardi. Organizzai il servizio al telefono, con il mio montatore e appena arrivai incisi lo speech in due minuti. Era un’emergenza, per fortuna avevo pronte delle belle immagini della fabbrica delle medaglie. Per quel servizio “tirato via” ricevetti i complimenti di molti colleghi da Roma. Un’altra volta invece, dopo una settimana di intenso lavoro diplomatico con la federazione dell’Iraq ero riuscito a ottenere un’intervista con la centometrista irachena. Lei si allenava a Baghdad, sotto le bombe, con le scarpe usate del cugino. Era una bella storia. Ci misi il cuore e tutto il pomeriggio solo per organizzare la traduzione dall’arabo. Al montaggio fu un incubo, c’erano tanti tagli da coprire sulle traduzioni. Non c’era tempo. Il montatore si arrangiò come poteva. I contenuti erano ottimi, ma il montato così così. Per quel servizio al quale avevo lavorato per una settimana presi l’unico “cazziatone” dal direttore in sei anni di SkyTG24. Così vanno le cose.
video

(Clip su eleganza dei giornalisti di Sky Tg 24)

- Hai dato in diretta la notizia dell’Italia Campione del Mondo ai mondiali di Calcio (2006) . Quanto eri emozionato e sei riuscito a contenerti ?
E’ stato un momento a cui ripenso spesso. Ero stato inviato ai mondiali in Germania per i primi 15 giorni della Coppa del Mondo. Avevo vissuto quel mondiale dall’inizio, da dentro. A Duisburg, al seguito della nazionale. Poi, rientrato a Roma mi era toccata la conduzione in quella serata indimenticabile. Alle 18.30 chiamai Gianluca Semprini a Berlino. Mi disse: “Marco, torno con la Coppa ”. Andai in onda. C’era Valentina Bendicenti accanto a me. Abbiamo seguito la partita sui monitor di servizio, mentre facevamo il Tg. Abbiamo sofferto, tifato, urlato (fuori onda). Abbiamo sudato, imprecato, gioito. Noi due, dentro alla TV, incollati alla TV come altri 58 milioni di italiani. Dei rigori ricordo pochi flash. Trezeguet aveva sbagliato il suo rigore. C’era Fabio Grosso sul dischetto. Alle mie spalle, in redazione, i colleghi, i miei amici. Avevo le mani sudate. La faccia sembrava un sacchetto di carta stropicciato. Pensai: “se entra questo abbiamo vinto”. Due, forse tre secondi. Tre colpi del cuore sullo sterno. La palla entrò. Avevo voglia di alzarmi e urlare a tutta gola. Ancora non mi capacito di come abbia potuto mantenere il controllo. Dissi solo: “E’ finita. L’Italia è campione del mondo!”. Niente di preparato, la notizia semplice, così com’era. E del resto non c’era niente da aggiungere. Seguirono momenti di euforia indescrivibile. Ero paonazzo. Cominciammo la serie dei collegamenti dai nostri inviati nelle piazze italiane impazzite. Successe di tutto. Urla, trombe, spintoni, bottiglie stappate. A Bari girava una bara con la bandiera francese. A Napoli un uomo completamente nudo passò davanti alla telecamera. Bello.
-Telegiornale: conduzione singola, di coppia o in gruppo, a sesso alternato ?Per un tg, secondo te, il miglior assortimento è…..
Io credo che per dare le notizie sia sufficiente la conduzione singola. A SkyTg24 la conduzione doppia è, oltre che un fatto estetico, una necessità. Spesso il volume delle notizie da seguire in diretta è talmente grande che è necessario per rifiatare. Ricordo dirette a braccio (una su tutte: lo tsunami del 2004) di sei ore consecutive in cui non mi sono mai alzato, neppure per andare in bagno. Senza una compagna accanto non sarebbe stato possibile. Credo che la nostra formula tutto sommato sia la migliore.

-Per fare carriera hai mai fatto qualcosa di cui poi ti sei pentito ?Rifammi la domanda quando avrò fatto carriera…
Per certe cose bisogna avere pelo sullo stomaco. Che io, purtroppo o per fortuna, non ho.
-Per le elezioni Usa avevi pronosticato la vittoria di McCain su Obama. Chi vincerà le elezioni regionali in Italia nella primavera prossima?
E’ vero. Mi sbagliai, e anche parecchio. Ero certo che McCain l’avrebbe spuntata. Credo sia stata decisiva, in negativo, la scelta di Sarah Palin come vice. Ora, visto il precedente pronostico preferisco non sbilanciarmi sulle prossime elezioni. Sbaglio? video

(Cavi aggrovigliati, un "vaffa", nero, pulizia della camera, tecnici al lavoro e...Marco Piccaluga: esclusiva clip di Fuorionda News)

-Nella scorsa campagna elettorale anche Sky è stata sfiorata dalla polemica politica. Dal centro destra è arrivata qualche bordata all’indirizzo della vostra neutralità. Che ne pensi ?
In realtà la bordata è arrivata solo dal presidente del Consiglio che ha cercato e cerca di far passare Sky per un a “tv di sinistra”. Argomento un po’ debole, visto che la realtà è sotto gli occhi di tutti. La nostra obiettività è data da due fatti fondamentali. Primo: avere un editore australiano ci mette al riparo da qualsiasi tipo di sospetto su manipolazioni o ingerenze sulla scelta delle notizie da dare. Secondo: il nostro telegiornale è fatto da un gruppo di giornalisti che hanno anime e idee molto diverse tra loro. Non arrivando alcun tipo di imposizione dall’alto, le scalette vengono decise di volta in volta da chi si trova in turno, in base alla sensibilità giornalistica di ciascuno. Facciamo 39 edizioni al giorno. Può anche darsi che alle 12 un Tg possa risultare leggermente sbilanciato a destra e alle 19 a sinistra. Sta di fatto che il risultato complessivo del lavoro di tante teste così diverse tra loro dà un risultato di grande obiettività.
-Tra la tv pubblica e commerciale, dove i condizionamenti della politica sono pesanti, Sky Tg 24 ha conquistato indubbiamente apprezzamenti univoci per equilibrio e imparzialità. Un anno fa sul sat siete passati dai canali gratis a quelli a pagamento. Non pensi che questa scelta aziendale via abbia relegato ad essere un ottimo tg per pochi ?
Direi di no. Dal 2011 torneremo in chiaro e già ora, andando su Cielo Tv sul digitale, l’effetto “nicchia” mi sembra scongiurato.

video


(Blob Clip Sky Tg 24 anche con Marco Piccaluga –Fuorionda News)-In onda, ma anche in fuorionda appari tremendamente serio. Parliamo di comicità. Ti piacciono i programmi comici ? Il tuo comico preferito è.. ?Credo che quando si danno le notizie, soprattutto quelle di un certo tipo, la serietà non sia né un difetto, né un optional. Personalmente non riesco a sorridere quando faccio il telegiornale. E non mi piacciono i colleghi che lo fanno. Malgrado questo, nel privato sono esattamente l’opposto. Amo i programmi di satira, anche se non ho un comico preferito. David Letterman è uno che mi fa ridere sempre.-Cosa ne pensi del mio Blog Fuorionda News ?

Da quel che sento in giro il tuo blog sta diventando un vero e proprio incubo per chi va in esterna. Alcuni fuori onda sono molto divertenti anche se, devo confessarti, che è nulla rispetto a quello che succede in studio tra un servizio e l’altro. Ma, caro Andrea, su quelli sarà difficile mettere le mani…

(Grazie a Marco Piccaluga per la disponibilità).

Intervista a Fabrizio Summonte del Tg5
"LA TV: INTERMINABILE FUORIONDA... "
"quando si fulminarono le luci in diretta..."



(Video esclusivo di Fuorionda News dedicato a Fabrizio Summonte del Tg5)


Oggi andiamo a conoscere da vicino uno dei Big del Tg5: Fabrizio Summonte. Un grande conduttore del telegiornale e giornalista davvero super esperto. Questa è un’ intervista ricca d’interesse perché Fabrizio ha risposto in maniera esauriente a tutte le mie domande, parlando del suo Blog, della sua carriera e anche di alcuni episodi curiosi capitati nello studio del tg. Tra questi l'indimenticabile notte elettorale del 2006, nella quale Enrico Mentana in diretta dalla studio invitò proprio Fabrizio Summonte a buttare giù dalla postazione tv in esterna il solito disturbatore Paolini.
1)Tra i giornalisti che ho intervistato sul mio Blog ho notato, con vero piacere, che tu sei fin ora uno dei pochissimi ad avere un blog su Internet e a mantenerlo aggiornato http://summonte.splinder.com/
Cosa ti ha spinto a farlo ? Quali sono le potenzialità di Internet nell’informazione? La carta stampata verrà mai soppiantata dalla rete ?
1) Mi piace curare personalmente il mio piccolo blog, per me è uno strumento di riflessione, di confronto con gli spettatori e anche un modo per approfondire e mettere in relazione tra loro notizie trascurate dall’informazione televisiva. E anche per valorizzare materiale che raccolgo lavorando per il Tg (che è naturalmente la mia priorità) ma poi non riesce a trovare posto in scaletta.
Penso che Internet sia diventato un mezzo fondamentale per il nostro lavoro. Qualche dinosauro lo definisce ancora il futuro dell’informazione…Ma è il presente! Non se ne può fare a meno. Io lo uso soprattutto per ricevere notizie e per controllarle. Per questo motivo ho “saltato” Facebook, ma da qualche mese sono su Twitter. Lo trovo utilissimo, soprattutto per le fonti internazionali. Il mio account è Fabsum, ma non mi riconoscerete nella foto. Ho prestato il mio volto a uno scrittore libico, Fathi Al-Jami, morto in carcere nel giorno in cui Gheddafi veniva ricevuto con tutti gli onori in Italia e nasceva questa mia pagina su Twitter, che vuol dare voce a tutti coloro che si battono per la libertà, in Italia e nel mondo.
Non penso però che la carta stampata andrà mai in pensione. E nemmeno l’informazione nella Tv generalista. Proprio l’esistenza di un flusso d’informazioni in tempo reale, oggi molto maggiore rispetto al passato, più caotico e anche più difficilmente verificabile, rende ancor più necessario il lavoro di chi sa leggere dentro le notizie, e con i giornali e i telegiornali le mette in ordine d’importanza, le collega tra loro, le spiega, le elabora, le approfondisce.
2) Proprio sul tuo blog a proposito della querelle sul crocifisso sostieni che “ la presenza in aula di un simbolo di origine religiosa non sia di per sé un'imposizione”. In questa riflessione sembra però che anche tu inquadri la sentenza della Corte Europea nell’ennesimo scontro tra religioni (civiltà).
Di fatto, dai per scontato che in Italia per forza tutti seguano una religione, dimenticando però che esistono anche persone che non credono in nessuna fede. Non pensi che lo stato laico, togliendo simboli religiosi da scuole e tribunali andrebbe per la prima volta a tutelare anche i non credenti ?

2) Sul crocifisso ho provato a fare una riflessione un po’ diversa rispetto alla solita schermaglia ideologica. Più che al simbolo – ormai entrato a far della nostra storia e della nostra cultura – ho cercato di guardare l’uomo che è sulla croce, indipendentemente dal fatto che per i cristiani è anche il figlio di Dio. E mi sono chiesto a chi possa far paura quell’uomo sofferente, che rifiuta la violenza, parla di pace, di amore, di povertà, che dialoga con tutti e in vita ha sempre scavalcato barriere di sesso, razza, casta, religione. E anche per questo viene ingiustamente processato e punito con la morte. Mi ha ricordato il profilo emaciato di Stefano Cucchi, portato via dalla caserma con gli occhi tumefatti. E il sorriso amaro di Titi Trazar, sopravvissuta venti giorni senz’acqua e senza cibo su un barcone di profughi e indagata in Italia per immigrazione clandestina. Ecco, quel crocifisso potrebbe insegnare tanto, a credenti e non credenti. Se poi qualcuno vuol tenerlo inchiodato al muro delle aule solo per ricordare ai bambini di paesi lontani che sono diversi da noi e qui non sono graditi, beh meglio toglierlo subito. Il primo a uscire dall’aula sarebbe stato Gesù.



(Da "Paperissima": errori dei tg Mediaset, protagonista, tra gli altri, anche Fabrizio Summonte)


3) Raccontaci le tue principali tappe professionali sino ad arrivare al Telegiornale di Canale 5.
3) Ho avuto la fortuna di far parte del Tg5 dall’inizio, dal marzo 1992. Prima avevo lavorato nei giornali quotidiani: Il Popolo e Il Tempo, dove sono stato a capo della redazione politica. E contemporaneamente facevo qualche piccola esperienza in radio e in televisione.


(Dal minuto 2.20 di questo video l’interruzione di Gabriele Paolini proprio a Fabrizio Summonte, elezioni 1996 e il direttore Enrico Mentana, in diretta, invita Fabrizio a buttare giù dalla postazione tv il disturbatore.)


4) Sei tra i conduttori più esperti del Tg 5. In anni di attività ti sarà sicuramente capitato qualche episodio curioso, anedoti.In studio o fuori. Papere, interviste particolari.. Ce ne puoi raccontare qualcuno?
4) Nel tuo archivio Andrea troverai senz’altro qualche episodio buffo che mi ha visto protagonista. Io per esempio ricordo quando, durante un’edizione del Tg, si fulminarono in studio una dopo l’altra tre lampadine. Al primo botto ti spaventi, al secondo ti arrabbi, al terzo scoppi a ridere. Non riuscivo a restare serio. Con Didi Leoni avremmo finito il telegiornale a lume di candela se - mentre eravamo in onda - non fosse intervenuto un impavido elettricista con una scala da vigile del fuoco…In esterna molti spettatori si ricordano la performance di Piazza Santi Apostoli il 10 aprile 2006, la notte dei risultati elettorali. Prima per l’assalto respinto del solito disturbatore Paolini: con una mano cercavo di spingerlo giù dalla postazione, con l’altra di reggerlo (scrupolo forse eccessivo, ma eravamo pur sempre a quattro metri d’altezza). Pensavo di non essere inquadrato, ma Mentana aveva dato ordine di non staccare l’inquadratura, anzi di seguirmi con la telecamera, e dallo studio partì un’ovazione…Poi la serata prese una brutta piega, anche perché dopo il primo entusiasmo le cose sembravano mettersi male per l’Unione. La nostra postazione fu circondata da militanti dell’estrema sinistra. Volava di tutto, anche qualche bullone, ma in diretta cercavo di sdrammatizzare per non accendere ancor più gli animi. Del resto non ci si poteva aspettare altro, dopo una campagna elettorale furibonda e così velenosa. Il problema è che in piazza un maxischermo trasmetteva le dirette Tv. La regia prodiana dava la precedenza ad altri canali, per fortuna, ma dopo una cert’ora eravamo rimasti solo noi con la diretta Matrix-Tg5 (Mentana in queste occasioni è un impareggiabile long runner) e quando comparivo sul maxischermo, dalla piazza s’alzavano fischi e urla. La rivincita me la presi ormai a notte fonda. Notai che Claudio Scajola, ospite in studio, aveva cambiato espressione dopo aver letto un foglietto di carta, e mi accorsi che le pochissime sezioni mancanti al dato della Campania non potevano ribaltare il risultato - decisivo - di quella regione. Così quando Mentana mi diede la linea, e mi chiese beffardo perché mi fischiavano, risposi, azzardando un po’ : “Beh, questa non è una platea di analisti politici della Georgetown University, ma se invece di fischiare seguissero i risultati che stanno arrivando, si sarebbero accorti che aggiudicandosi la Campania l’Unione fa scattare il premio di maggioranza alla Camera e dunque ha vinto le elezioni”. La piazza rumoreggiò, e cominciò a spostarsi verso il palco, dove di lì a poco sarebbero saliti Prodi e gli altri leader del centrosinistra. Nessuno si preoccupò più di Canale 5; io scesi dall’impalcatura e tornai a casa indisturbato.
5) So che in redazione in particolare le nuove leve del Tg 5 ti adorano. Mi spieghi perché ?
5) Non so chi te lo ha detto questo, ma mi fa molto piacere. In effetti, quando posso, cerco di dare una mano ai colleghi, soprattutto a chi ha meno esperienza. Il nostro è un lavoro di squadra, e per squadra intendo tutte le figure professionali che collaborano alla messa in onda del Tg, non soltanto i giornalisti. E la squadra del Tg5 è una delle più affiatate, anche tra i conduttori: è la scuola a cui ci ha abituato Mentana, essere noi stessi davanti alla telecamera, in studio o in collegamento esterno, senza pensare troppo ad Andrea Atzori! Abbiamo una storia comune e una comune sensibilità verso chi ci guarda. Crediamo in un’informazione asciutta, tempestiva, veloce, completa ed equilibrata. Ma non siamo neutri: cerchiamo anche di fornire allo spettatore una chiave di lettura delle notizie del giorno.




6)Sei protagonista di una mia “edizione straordinaria del Tg 5” in fuorionda (video sopra).Ti è piaciuta ?
6) Non mi sono piaciuto affatto nel fuori onda, mi fai sembrare un ubriaco! E invece ero sobrio…però hai dovuto rovistare in due giorni di materiale, infatti ho due cravatte diverse! La realtà è che la sera delle elezioni il Viminale sembra la fortezza Bastiani, si vive nella vana attesa di numeri e dispacci che arriveranno sempre troppo tardi per i nostri Tg… quindi ci si scherza un po’ su. Ci tengo però a precisare, visto che hai inserito una battuta su Giorgio Mulè, che quella di Studio Aperto è stata a mio avviso, per ritmo e completezza, la miglior diretta elettorale sul voto europeo del 2009. Tanto è vero che la stavo seguendo in bassa frequenza.
7)Conosci il mio Blog Fuorionda News ? Che ne pensi?
7)) Conosco il blog, lo seguo e lo trovo molto interessante (oltre che ben fatto: da artigiano digiuno d’informatica dovrò chiederti qualche consiglio…). Penso che il taglio sia quello giusto, svelare il “dietro le quinte” dell’informazione, e sbeffeggiare anche le velleità divistiche di qualcuno di noi, ma cercando anche di conoscerci meglio e rispettando la nostra professionalità. C’è poi un altro livello di lettura, più surreale, alla “blob”. Quello di immaginare la nostra televisione come un lungo, interminabile fuori onda, senza confini di rete e fascia oraria. Quante persone mi fermano per strada scambiandomi per un giornalista di Rete 4, della Rai o perfino per un attore di “Un posto al sole”… In questa prospettiva, Fuorionda News sarebbe davvero la rete ammiraglia!


(Grazie a Fabrizio Summonte per la disponibilità).

martedì, novembre 10, 2009

Intervista esclusiva: Elena Guarnieri, Tg5
"IO, MIO FIGLIO E LA TV..."
fuorionda con l'ombrello (e sotto il sole)



(Elena Guarnieri, l’ombrello e il sole: clip esclusiva di Fuorionda News)
E’ una delle stelle del Tg 5 (estremamente professionale e telegenica), conduttrice e giornalista , ma con orgoglio rivendica di essere autrice dei programmi che conduce.Tra questi anche Vite straordinarie, programma di Rete 4, dedicato alle biografie di grandi personaggi del passato e del presente. Nel suo enorme bagaglio d'esperienza ci sono pure diverse parti da attrice in sit-com.
La svolta della vita per Elena Guarnieri, classe 1967, arriva nel Dicembre dell’anno scorso, quando nasce il suo primogenito. Quanto ha influito il lieto evento sul tuo lavoro e come sei riuscita (e riesci) a conciliare le due cose ?
Fabio Antonio ed io facciamo vita da pendolari. Viaggiamo su giù tra Roma e Milano, con due grandi valigie (e tata al seguito..). Ci vuole spirito di adattamento e capacità organizzativa. La prima qualità non mi è mai mancata, la seconda ho dovuto acquisirla dopo la nascita di mio figlio. Ero abituata a decidere solo per me stessa, ora al primo posto c’è lui. Comunque la vita è cambiata in meglio,anche se è più faticosa. Me la prendo meno e sono più lucida in tutte le decisioni , anche quelle lavorative. Un figlio dà senso a quel che fai.


2-Sei stata vittima di un clamoroso scherzo di "Scherzi a parte". Ti hanno fatto condurre un’edizione straordinaria- finta- del tg di studio aperto dove si annunciava il crollo della torre di Pisa.Sono stati davvero bravi ad organizzarlo o sei stata ingenua tu a non farti mai venire il dubbio che fosse tutta… una presa in giro?
…Davvero divertente, è vero. Ho pure vinto il “boccalone d’oro”…. La storia è questa. Erano i giorni successivi allo schianto di un aereo nel Pirellone, un anno dopo le Torri gemelle se non ricordo male. L’allora ministro dell’Interno Pisanu aveva lanciato l’allarme attentati nelle città d’arte tra cui Pisa. Dove tra l’altro si erano registrate scosse di terremoto. Quindi, quando mi hanno chiamata in straordinaria ci ho assolutamente creduto. Man mano che accadevano “stranezze” pensavo di essere vittima di uno scherzo.. Ma quando sei davanti a una telecamera con la “lucina rossa” accesa e sai di essere in diretta, non puoi certo rischiare di mandare tutti al diavolo ..E se poi fosse stata davvero in onda? Così ho dovuto tenere botta fino alla fine…. E’ stata un’ora e mezza di tensione … E sai chi aveva organizzato tutto ? il mio Direttore di allora Mario Giordano. Il più bravo a farmi lo scherzo insieme con Claudio Brachino..


3.Hai visto la scenetta ironica del programma comico Scorie di Rai 2 (condotto da Elena di Cioccio) su di te ? Ti è piaciuta ?
Sì l’ho vista in onda, ho riso moltissimo. Non sono permalosa. Meno male non mi hanno beccata a dir parolacce..

(video e titoli relativi alla sit- com con Elena Guarnieri non sono miei, da you tube)
4-Oltre al giornalismo hai avuto (negli anni 90) anche esperienze come attrice televisiva nella sit com Nonno Felice. Parentesi chiusa o pensi di tornare in futuro a fare qualcosa in questo ruolo ? Tra attrice e giornalista cosa è più difficile fare ?
Non ho mai pensato di fare l’attrice o la show girl. In tv ci sono finita per caso, accompagnando un amico modello a fare un provino hanno preso me. L’ho fatto per gioco e perché mi pagavano bene e questo mi consentiva di mantenermi gli studi . Io però ero fortemente decisa a fare la giornalista. Pensa che Raimondo Vianello (con cui ho fatto alcune puntate di Casa Vianello ) mi diceva che me la cavavo proprio bene nei panni di “vicina di casa” e mi incitava a continuare con la recitazione , ma io testarda più che mai, gli dicevo che volevo fare la giornalista..Poco tempo fa l’ho incontrato in un corridoio di Mediaset e mi ha detto “brava, ce l’hai fatta a fare quel che volevi tu, sei tosta” . Riguardo a cosa sia più difficile, se recitare o fare la giornalista , beh penso che nulla sia veramente difficile, basta studiare ed impegnarsi a fondo in quel che si fa e farlo con tanto amore e dedizione sempre, anche dopo molti anni, non sentendosi mai “arrivati”. E’ quel che faccio ogni volta che vado in onda che si il tg o un programma nuovo.
5-Con la rivoluzione Mimun sei passata dalla conduzione in coppia con Luca Rigoni a quella da sola. Per te meglio ora o prima ?
Da un paio di settimane in realtà sono tornata in conduzione da sola.. l’esperienza personale con Luca è stata fantastica, lui è gentile, simpatico, colto, un gran signore. Siamo diventati grandi amici e in studio ci divertivamo molto . Però onestamente trovo la conduzione in coppia”legnosa”, i tempi si allungano, se c’è una straordinaria è difficile decidere chi deve dire cosa, si rischia di accavallarsi mentre si parla. Se i telegiornali durassero un’ora o più come succede all’estero allora avrebbe senso, ma in forma di dialogo colloquiale. Per come è concepito il tg 5 , mi piace più la conduzione con un solo giornalista .
6-Giornalista, inviata, conduttrice tg, conduttrice di programmi da sola. C'è ancora qualcosa che vorresti fare in tv ? E cosa invece non faresti mai (per la tv ) ? Hai mai avuto proposte dalla Rai ?

Sono soprattutto autrice dei programmi che conduco, come Vite straordinarie di cui vado fiera perché l’abbiamo messo i piedi in quattro gatti e con quattro soldi e va benissimo: dimostrazione che si possono fare programmi intelligenti a basso costo. Oggi ho la maturità professionale per partecipare alla realizzazione di un programma dalle fondamenta, dall’ideazione alla realizzazione alla conduzione. Stare davanti alla telecamera in quest’ottica è il punto di arrivo, non di partenza e il programma lo senti tuo come un abito che ti sei cucita addosso. Farei qualsiasi programma se concepito in questo modo. Un programma per avere successo deve somigliarti. In Rai ho lavorato qualche mese quando avevo 21 anni in un programma che si intitolava Ciao Italia, facevo l’inviata e realizzavo servizi, una delle prime esperienze giornalistiche. Se mi chiamassero oggi, valuterei la proposta, ma devo dirti che in Mediaset ci sono cresciuta , mi sento molto parte di questa squadra e ci penserei bene prima di andarmene. .
7-Che ne pensi del mio Blog Fuorionda News ?
L’ho scoperto dopo che tu mi hai contattata e l’ho trovato curioso e divertente. A differenza di altri siti dedicati all’informazione spesso faziosi e dediti unicamente al pettegolezzo. Ora una domanda la faccio io a te: Ma come fai a trovare tutti quei dietro le quinte?
Auguri e avanti cosi’!

(Grazie ad Elena Guarnieri per la sua disponibilità)

venerdì, novembre 06, 2009

Bruno Longhi, una vita da giornalista sportivo
IL TELECRONISTA MEDIASET CHE...CANTA
Juve-Ajax del 96: prevista con anticipo



(Il telecronista sportivo Bruno Longhi canta, in questo fuorionda, il celebre pezzo di Peppino di Capri “Champagne”)
E’ probabilmente il re dei telecronisti sportivi, ma è anche un grande appassionato di musica e lo si vede anche da questo primo fuorionda.
Bruno Longhi, la voce sportiva di Mediaset, mastica calcio come pochi e riguardo alla nostra domanda sugli ormai vicini mondiali fa il nome, per la vittoria finale, di tre squadre: Brasile, Spagna e Inghilterra. Quanto ai fuorionda che lo vedono protagonista, ormai non gli fanno più nè freddo, nè caldo. Al'interno di questa nostra intervista ne abbiamo pubblicato ben otto, tutti esclusivi ed esilaranti .Dal primo che avete visto qui sopra, dove canta in fuorionda "Champagne", al secondo (qui sotto) dove è davvero furente nell'aspettare a lungo la linea.Gli altri invece sono relativi tutti agli ultimi campionati europei.
1) Bruno raccontaci come sei diventato giornalista sportivo e come sei approdato a Mediaset .
1)E'stato un fatto casuale.A meta' degli anni settanta mi venne offerto da una radio di fare il consulente musicale. Accettai , ma dopo un po' di tempo -visto che non si parlava mai di sport-proposi di creare una rubrica calcistica, vuoi perchè ero appassionato, vuoi perchè non mi sarebbe stato difficile contattare alcuni giocatori dell'Inter che avevo conosciuto in quegli anni in cui avevo giocato nelle giovanili nerazzurre .Da quel momento ho cominciato ad occuparmi di sport, finchè un giorno mi venne proposto da un collaboratore "occulto" di Telemilano 58 (la mamma di Canale 5) di realizzare un'intervista televisiva con Nils Liedholm.Da quel momento ho cominciato a lavorare in Tv, ma anche al quotidiano "La Notte", Perchè a quei tempi solo un giornale ti poteva offrire il praticantato.E poi tutto il resto: Telemontecarlo e il ritorno a Fininvest (allora si chiamava cosi') dopo gli europei dell'88.


(Come spesso capita, la lunga attesa del collegamento per la diretta è snervante, dunque comprensibile che il giornalista si stanchi di aspettare).

2) Ad un giovane che volesse diventare giornalista-telecronista sportivo, cosa potresti consigliare ? Come iniziare?
2) Il consiglio non è la cosa piu' semplice perchè,rispetto a quando avevo iniziato io, tutto è molto diverso:è migliorata la preparazione dei giovani grazie a Internet e alla pioggia di partite trasmesse in Tv.Ma è divenuto piu' difficile il contatto con i personaggi, i protagonisti.Il contatto diretto è stato praticamente annullato dagli uffici stampa delle varie societa'.Il mestiere del giornalista sportivo ha perduto le peculiarita' di un tempo. Sono diminuite le retribuzioni , essendo aumentate a dismisura le domande d'assunzione. Tuttavia il mondo editoriale puo' offrire innumerevoli opportunità attraverso i giornali, le tv, le radio, i sidi internet, la telefonia. Per iniziare esiste un solo modo: andare a proporsi, anche gratuitamente, applicarsi , cercare di mettersi in mostra e capitare al momento giusto nel posto giusto. Come a suo tempo era capitato a me.


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(Questi fuorionda sono relativi agli Europei di Calcio del 2008)

3-Nella tua ormai ricca carriera di giornalista sportivo quali gli avvenimenti che ti hanno dato più emozioni o che ricordi con più piacere?
3) La finale di Roma tra Juventus e Ajax del '96.Esaltante, coinvolgente anche perche' 2 anni prima dissi al Presidente della Sony, mio amico d'infanzia, che se avesse sponsorizzato la Juventus avrebbe vinto la Champion's LEAGUE, insomma c'avevo visto giusto con largo anticipo..Quindi i mondiali in Messico, spettacolari in campo e divertenti fuori.Ero stato la con moglie e prole.Davvero belli.E poi la consegna a Maradona in quel di Parigi del Pallone d'oro alla carriera.Fu per me oltremodo gratificante ascoltarlo durante la cerimonia mentre in diretta radiofonica con l'Argentina, faceva il nome di Gianni Mina' e pure il mio per spiegare , bonta' sua, che in quella sala c'era il fior fiore del giornalismo mondiale.Aveva esagerato,ovviamente, nei miei confronti.Ma la mia felicita' fu immensa.
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3- Che effetto ti fa rivederti in fuorionda ?
A me i fuorionda non fanno alcun effetto, tutt'al piu' ci rido sopra. Al pubblico invece si.
(Fuorionda d'annata dal canale you tube di http://www.youtube.com/user/SbrzTube)

4-2010. Anno dei mondiali di Calcio in Sudafrica. Prova ad azzardare un pronostico.
4)Sono indeciso tra l'ovvieta' del Brasile, la novita' della Spagna e...l'inghilterra.Quest'ultima ha tutto, allenatore, giocatori e storia, per vincere finalmente un mondiale vero. Quello del '66 fu condizionato da non pochi eventi favorevoli ai leoni.

5-Oltre allo sport tra le tue passioni c’è anche la musica. Riesci ancora a "coltivarla" ?
5) Quando il tempo me lo permette, mi ritrovo con il mio gruppo (i L'UNA TANTUM) composto da professionisti di settori diversi dalla musica per dar vita a piccoli concerti di beneficenza con musiche rigorosamente dei Beatles.Seppur con qualche piccola divagazione andando a rovistare tra le canzoni dei gruppi pop piu' famosi degli anni Sessanta.


(Grazie a Bruno Longhi per la sua disponibilità)