mercoledì, maggio 27, 2009

Intervista a Nicola Veschi di Sky Tg 24
FUORIONDA?
"CHI SI OFFENDE E' COLTO NEL VIVO"
ama la radio e odia il protagonismo

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(In questa clip Nicola Veschi in fuorionda, anche in precollegamento oggi, giorno della finale di Champions a Roma)
"Divertente, un modo per dare un’immagine meno ingessata dei giornalisti tv. Chi si offende, chi crede che i fuorionda non possano essere pubblicati/diffusi secondo me sbaglia… e forse è colto nel vivo. Chi è del mestiere conosce benissimo questo blog, se vuole evitare situazioni imbarazzanti sa che può farlo. "


Così Nicola Veschi, uno dei volti noti di Sky Tg 24 (grande dimestichezza con i collegamenti live), su questo Blog.


Sono numerosi i fuorionda che lo vedono protagonista(alcuni molti divertenti) pubblicati su queste pagine nell'ultimo anno .

In questa intervista Nicola si racconta a partire dalla sua prima esperienza in tv negli States.
Correva l’anno 1992… sembra un secolo fa… ero negli Stati Uniti come exchange student, ospite di una famiglia americana (sante persone!). Tra le materie che scelsi di seguire (negli Usa le scuole superiori funzionano con un modello analogo a quello nostro universitario: per diplomarti devi raggiungere un certo numero di crediti per distribuiti nelle varie aree didattiche) misi anche tecnologia delle comunicazioni, un po’ la nostra scienza delle comunicazioni. Tramite il mio insegnante entrai in contatto con Cable8, l’emittente locale via cavo, e iniziai a lavorare. Riprese, montaggio, regia… facevo un po’ di tutto. Soprattutto imparavo. Fui anche uno dei promotori e realizzatori di un nuovo contenitore settimanale di informazione che veniva trasmesso nelle scuole della zona, con informazioni, curiosità, sport e spettacolo. Mi divertii veramente tanto in quel periodo. Per me era un sogno che si realizzava: immaginate un 17enne che va bussare alla porta di una tv locale e chiede di poter lavorare. Senza conoscere nessuno (e in quel caso non essendo nemmeno madrelingua!). Fu un anno molto bello e lì ho imparato i primi trucchi del mestiere.

2) Prima intervista, un grande del cinema: Leonardo Di Caprio. In quel momento tremavi?
Ero emozionato, sì, ma non perché avevo davanti l’idolo delle ragazzine (era l’epoca di “Titanic”). Pensavo a come avrei scritto il servizio, a cosa si aspettasse da me il direttore (che praticamente non conoscevo). Mi era stata data una buona opportunità e avevo paura di bruciarla. Un’occasione capitata anche per caso, ad una festa. Una persona mi disse “tu che parli bene inglese, perché non fai quest’intervista? Te la senti?”. Credo che non mi sarei tirato in dietro nemmeno se mi avessero proposto di intervistare un attore cinese in cinese! Fu molto divertente… e alla fine il pezzo piacque (ma lo dovetti riscrivere tre volte!!).

3) Il tuo primo amore è stato la radio. Proviamo a confrontare i due media: radio e tv. Pregi e difetti.
La radio è magica, intendo la radio parlata: quella che ascolti per tenerti compagnia, per imparare, per viaggiare con la mente. Molti colleghi ritengono i giornalisti radiofonici quelli meno fortunati. Io ho imparato che per scrivere un servizio in radio (dove hai al massimo 60 secondi a disposizione) devi avere una capacità di raccontare eccezionale. Ogni parola ha un peso fondamentale, la scelta delle cose da dire è sostanziale. Nei giornali puoi permetterti di usare giri di parole, in radio no. E poi c’è la voce: che deve narrare, far capire, descrivere. Certe voci in radio dovrebbero non smettere mai di parlare, di suonare. Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni veri professionisti che mi hanno insegnato che non basta leggere un pezzo. La tv… la tv invece è spettacolo. Ogni tanto rimpiango la radio perché senza immagini è inutile scrivere un servizio per il tg. Però è anche vero che raccontare un fatto per immagini dà emozioni forti, soprattutto permette di capire meglio. Fare raccontare le storie direttamente alle persone, vedendo i loro sguardi, come sono vestite… è per questo che credo che sia lo strumento comunicativo più completo. Peccato che oggi l’informazione sia troppo spesso macchiata di protagonismo da parte di chi la fa. Scomparire dietro a una notizia (che banalità) è difficile… e poco appagante. Ma è quello che a me piace fare. Vedere le immagini di un torrente straripato, carico di fango, che sta allagando un intero paese (mi è capitato ad ottobre 2008, nel cagliaritano), fare sentire il rumore, oppure vedere un anziano aggirarsi tra i mattoni e i sassi di Onna distrutta dal terremoto del 6 aprile e lasciare tutto così in un pezzo, senza commento… beh il giornale non può farlo, la radio te lo può descrivere. Ma la tv te lo fa vedere e se fatta bene è un eccezionale mezzo educativo.
4) Capitolo Fuorionda. Sei molto presente nel mio Blog. Che effetto ti fa rivederti on line?
Dico che devo imparare a contare fino a 10, tacere di più. In generale non sono mai soddisfatto del tutto di quel che faccio… ma forse è perché anche se lavoro in tv non amo particolarmente l’aspetto protagonistico (l’apparire) della televisione. Il blog è divertente, è anche un modo per dare un’immagine meno ingessata dei giornalisti tv e –decisamente- più vicina alla realtà. In fin dei conti il più delle volte (e i filmati lo dimostrano) fino a pochi secondi prima di andare in onda ci comportiamo un po’ tutti in modo diverso. Anche questa è professionalità, no? Cambiare registro. Chi si offende, chi crede che i fuorionda non possano essere pubblicati/diffusi secondo me sbaglia… e forse è colto nel vivo. Eppoi, ormai chi è del mestiere conosce benissimo questo blog, sa di essere sotto osservazione, se vuole evitare situazioni imbarazzanti sa che può farlo.

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(Un giornalista...in ginocchio)

5) Ti vedremo mai in conduzione Tg o di un programma?
Non credo, non mi interessa particolarmente leggere il telegiornale. Magari quando avrò 50 anni… sono innamorato del mestiere (della strada si dice). Azzardo a dire che sono quasi due mestieri diversi (condurre e raccontare storie) ma con la stessa, medesima importanza (condurre un tg, soprattutto un tg come quello di Sky non è affatto facile). Io sono veramente contento di quello che faccio. Ogni volta che seguo una storia, che esco dalla redazione e vivo a contatto con i protagonisti dei fatti che devo raccontare imparo qualcosa. Non avrei potuto fare scelta migliore nella vita (anche se è tosta).


Grazie a Nicola per la disponibilità.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Nicola si mostra sempre simpatico, professionale ed autoironico...quanto basta per "bucare lo schermo"

Simone Mori ha detto...

Nicola sa fare il suo mestiere. Bravo mille volte.

Anonimo ha detto...

Nicola ringrazia... e si imbarazza sempre un pochino (per fortuna!)... soprattutto di se stesso! Nicola Veschi