giovedì, maggio 07, 2009

Intervista a Simone Toscano (Canale 5)
" UN BLOG SEMPLICEMENTE GENIALE "
in fuorionda con...un cane

video
(Fuorionda di Simone Toscano a Onna-Abruzzo- in compagnia di un cane)

E' giovane, ma ha già un'enorme esperienza. Andiamo ad incontrare ancora un giornalista targato Mediaset. Si chiama Simone Toscano. Preparato e di bell'aspetto, come scrivono le ammiratrici nel suo sito (anche se questo lo imbarazza) , in questa intervista difende a spada tratta l'esperienza della Scuola di Giornalismo. E' uno dei valenti giornalisti-collaboratori di Barbara d'Urso per "Mattino Cinque " e "Pomeriggio Cinque ", molto presente nei collegamenti del recente dopo terremoto dall'Abruzzo. A prima vista questo Blog lo aveva "inquietato" ma adesso arriva a definirlo, niente meno che: " semplicemente geniale ".
1) Come diamine hai fatto a diventare giornalista all’età record di 25 anni?
Grazie alla scuola di giornalismo, a cui devo tutto. E grazie alla folle voglia di inseguire un sogno iniziato quando, a undici anni, ho visto per la prima volta il Tg5. “Voglio diventare giornalista e arrivare lì”, mi sono detto. E da quel momento ho cercato di prepararmi al meglio. Al liceo mi occupavo del giornalino scolastico, Macondo, mentre all’Università ne ho fondato uno, Aiko, con alcuni amici inseparabili. E poi c’è stata la Scuola di giornalismo Lumsanews – frequentata negli ultimi due anni di Università, alternandomi tra esami e lavoretti vari per pagarmi gli studi - che mi ha permesso di ottenere il praticantato e di fare degli stage anche in realtà importanti altrimenti irraggiungibili. Come ad esempio il Tg5, per fortuna.


2) Nel tuo sito http://www.simonetoscano.it/ scrivi che non sai cosa significhi la parola “raccomandazione”. Come mai l’hai fatto?
L’ho fatto perché credo che il male più grande dell’Italia siano proprio le raccomandazioni. E perché c’è qualcosa che non va se molti ragazzi rinunciano ad inseguire i proprio sogni perché pensano che tanto senza la spintarella non si va da nessuna parte. Non è così. O meglio, può darsi anche che lo sia, ma la “quota sconosciuti” c’è ed è a disposizione. Forse bisognerà impegnarsi un po’di più, trovarsi al posto giusto nel momento giusto, ma tutti possono farcela, anche il figlio di un impiegato e di una casalinga. Io sono stato fortunato ad aver sempre incontrato persone – e aziende - che hanno guardato a come e quanto lavoravo e non a come mi chiamavo, dalla tv locale fino ai direttori del Tg5 (Rossella e Mimun), a Mulè e al mio direttore Claudio Brachino a cui devo moltissimo e che mi ha sempre dimostrato tantissima fiducia nonostante io sia il più giovane del gruppo.
3) Parlaci della scuola di giornalismo "Lumsa News". Che esperienza è stata la tua?
È stata un’esperienza incredibile. Tanti colleghi sottovalutano la Scuola di Giornalismo, dicono che chi ha iniziato con la “gavetta della strada” è qualitativamente migliore. Io dico che non è un discorso giusto. Innanzitutto la Scuola è un punto di accesso democratico e meritocratico alla professione: per entrare si deve superare un rigido concorso e il nepotismo è al bando, quindi se hai studiato e sei preparato, allora entri, altrimenti puoi riprovare l’anno dopo o in un’altra scuola. Una livella.E poi durante il periodo di praticantato vieni seguito costantemente, preparato con lezioni di diritto dell’informazione e pubblico, politica estera ed economia. Senza contare che abbiamo imparato il montaggio audio e video, l’uso della telecamera e dei programmi di impaginazione e fotoritocco utilizzati nei più importanti giornali italiani. Infine, c’è l’aspetto umano: è stato come tornare al liceo, una classe di venti persone con le stesse passioni e gli stessi sogni. Stupendo.


4) La tua tesi di laurea nel 2005 è stata sulla comunicazione politica del centrosinistra. Ma il centrosinistra oggi comunica e che cosa?
( sopra foto dal sito di Simone Toscano www.simonetoscano.it)

Lo studio della Comunicazione politica del centrosinistra è in continua evoluzione, essendo legato a doppio filo alla sorte dei tanti leader che si alternano alla guida della coalizione. Un contrasto netto con il centrodestra, che vede una figura comunicativa forte e inamovibile, su cui sono stati pubblicati interi e interessanti saggi.Attraverso lo studio delle figure retoriche più usate, degli artifizi linguistici, di una metafora o di una iperbole, la Comunicazione politica permette di arrivare a conoscere a fondo un politico, fino quasi a prevederne le mosse. È indubbio che il centrosinistra abbia avuto un vuoto comunicativo coinciso con la parabola discendente di Veltroni – da anni considerato il miglior comunicatore di quest’area politica – ma credo che Franceschini possa stupire gli studiosi più attenti perché, partendo da una situazione di svantaggio, sta cercando una comunicazione leggera ed agile (senza messaggi forti dunque ma solo con idee semplici e non particolarmente articolate o difficili da comprendere) per fronteggiare in maniera indiretta un avversario che appare difficilmente scalfibile in altro modo. Non è infatti a lui, all’avversario, oppure ai suoi elettori che Franceschini si rivolge bensì – ed è questo il terreno su cui è scivolato Veltroni, logorato da guerre intestine – alle varie e contrastanti anime del suo partito, per tenerle unite e recuperare parimenti tutti quei sostenitori fuggiti verso lidi vicini o verso il non voto. Il segretario del Pd in sostanza potrebbe continuare a tenere la rotta più del previsto in mancanza di un vero leader forte, come ad esempio ha fatto per anni l’uomo di partito Piero Fassino.
5) Che pensi di questo Blog dedicato ai fuorionda e in genere sui fuorionda dei giornalisti?
Semplicemente geniale. La prima volta mi ha un po’inquietato a dir la verità vedere messi alla berlina i miei colleghi, poi a riguardarlo bene ho capito che era un giudizio errato e affrettato, mi ha fatto sorridere e l’ho apprezzato molto, perché non si incattivisce sui giornalisti e perché le interviste sono “intelligenti”, non banali e in grado - come anche i fuorionda – di mostrarci spesso un lato poco conosciuto di chi siamo abituati a vedere solo in tv.
6) Roma uno tv, Rai sat, Mtv, La 7, Tg 5 ti manca solo Sky e praticamente le tv hai girate tutte: quale l’ambiente dove ti sei trovato meglio?
Ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa. A RomaUno ho imparato a fare tutto, il mio primo servizio tv ad esempio. Oppure usare bene la telecamera, perché lì si fa qualsiasi cosa: si esce in motorino, si gira le immagini da soli e poi si corre in redazione per preparare il Tg. Per quanto riguarda RaiSat, Mtv e La7, si trattava di produzioni affidate in appalto esterno alla Wilder, una società unica nel suo genere, in cui il più “anziano” aveva 35 anni, eravamo tutti giovani che stavano imparando insieme a fare una tv libera e di qualità. Ho trovato delle persone capaci, autori tv che faranno molta strada. E poi vedere Tetris - a cui ho lavorato dalla prima edizione appunto su Raisat in terza serata - sbarcare ora in prime time su La7, è una soddisfazione immensa.Infine Canale5. Non ci sono parole per spiegare la mia felicità quando sono arrivato. L’unico timore era quello di trovarmi davanti dei divi, persone spocchiose che magari non mi avrebbero neanche rivolto la parola, ma non è stato così per fortuna e con me sono stati tutti gentili e disponibili, mi hanno aiutato a crescere professionalmente ed umanamente. Tutti, nessuno escluso e non solo i giornalisti ma anche produttori, segretarie, operatori, montatori e “ricercatori iconografici”. Senza il loro paziente aiuto il giornalista non potrebbe fare nulla.
7) Fuori dal lavoro quali hobby riesci a coltivare ?
Come si sarà intuito, nel lavoro sono un po’ un talebano dell’etica e della deontologia professionale. Per me la serietà, l’onestà e il rispetto (della notizia e del telespettatore) vengono al primo posto. Sono un po’ un vecchio trombone. Nella vita privata sono l’opposto: cerco di affrontare tutto con il sorriso, i miei scherzi sono famosi tra colleghi e amici, mi dedico alle mie passioni a cui non voglio rinunciare. Su tutte c’è la musica (rock-pop-beat), un hobby che coltivo da quando avevo quindici anni. E poi con alcuni amici ho un’associazione culturale, Satyrnet, collegata ad un sito omonimo (http://www.satyrnet.it/) tutto dedicato al mondo del fumetto e dell’animazione. E nel poco tempo libero che rimane mi piace uscire la sera per ammirare la mia bella Roma oppure viaggiare per conoscere il mondo.
8)Ho visto sul tuo sito che hai molti apprezzamenti fisici. Molte sono le tue fans e come in questi casi capita si rischia di mettere in secondo piano le qualità giornalistiche. Questo fatto non ti rompe un po’ le balle? Che ne pensi?
La domanda mi imbarazza, sono sincero, come mi imbarazzano e fanno sorridere anche i messaggi di questo tipo che mi arrivano. Dico che mi fanno sorridere perché per fortuna a casa ho tanti specchi che mi “raccontano la verità” e questo – sociologicamente parlando - mi fa rendere ancora più conto della potenza della tv. Detto ciò, non c’è messaggio che mi disturbi, neanche quelli di critiche, perché è solo così che si cresce. Per fortuna però mi sono arrivati anche tantissimi, decine, di messaggi seri, di apprezzamento professionale. Sono bellissimi e davanti ad alcuni mi sono quasi commosso perché mi ringraziano, dicono di intravedere un mio modo di intendere il giornalismo, caratterizzato da umiltà, semplicità, sobrietà e “non-morbosità”. Non amo usare parole come “incubo”, “terrore”, “paura”, perché penso che non aggiungano nulla ad un racconto di per sé a volte già drammatico. E quando qualcuno si accorge di questa cosa, beh, ne sono veramente felice.
Grazie a Simone per la disponibiltà e per le belle parole usate nei confronti di questo Blog.

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