mercoledì, ottobre 29, 2008

BASTA CON GLI AVVOCATI-ONOREVOLI !

video

Quando un magistrato si candida alle elezioni si deve autosospendere obbligatoriamente dalla sua professione che può riprendere al termine del mandato.E' la legge a stabilirlo.

Non avviene lo stesso per gli avvocati.Anzi è ormai diventata prassi da alcune legislature che i più noti e ricchi legali italiani siano contemporaneamente anche parlamentari della Repubblica: deputati o senatori.Tra i nomi più famosi che mi vengono subito in mente Carlo Taormina, Niccolò Ghedini, Giulia Bongiorno, Gaetano Pecorella, Domenico Contestabile (centro destra) ma potrei citare anche Vincenzo Siniscalchi (centro sinistra). L'elenco completo è lungo e assolutamente bipartisan, mi fermo solo ai più famosi.Basta guardare i siti internet di Camera e Senato e vedere la professione dei parlamentari.

La mia opinione è che per analogia con quanto già avviene con i magistrati sia necessario introdurre una nuova norma che vieti a chi diventa parlamentare di esercitare contemporaneamente anche la professione di avvocato.

E' una questione di oppurtunità che a mio modesto avviso dovrebbe valere per tutti, erga omnes (indipendentemente dallo schieramento di appartenenza).Si tratta di una professione, quella di avvocato o quella dell'incarico parlamentare che oggettivamente richiedono entrambe un impegno a tempo pieno.Le motivazioni di questa mia proposta di Incompatibilità (da stabilire per legge) ritengo siano davvero forti e fondate.La "ratio" di questo possibile provvedimento è assolutamente logica e palese.

La motivazione più evidente è che una persona impegnata ad essere presente nelle aule di giustizia per difendere un assistito non può contemporaneamente garantire la sua presenza nelle aule parlamentari e quindi di fatto ha un oggettivo impedimento a svolgere bene il mandato di rappresentante del popolo.

L'avvocato che è anche parlamentare inoltre di fatto viene ad avere dei vantaggi in più nell'esercizio della professione rispetto ai suoi colleghi legali e dunque tende a squilibrare la giustizia in favore dei più abbienti e dunque dei più potenti.Si crea una disparità evidente nella difesa.Pensate solo alle apparizioni televisive di cui può godere un parlamentare e dunque del fatto che questo possano influire anche all'interno di una causa o di un procedimento giudiziario in corso.Aggiungo il fatto che i parlamentari esercitano il potere legislatico dunque possono direttamente contribuire alla produzione di norme giuridiche che potrebbero influire nel procedimenti penali in cui rappresentano una parte.Un conflitto d'interesse palese dunque.

C'è poi anche la questione economica.E' giusto che ai compensi di avvocato si assomino pure quelli da parlamentare?

Mi rendo conto che l'eventuale approvazione di una norma simile sconvolgerebbe la composizione delle Camere.Non a caso mi sembra proprio che mai nessuno ( o quasi) ci abbia pensato.

Frugando su internet qualcosa ho trovato sull'argomento, davvero poco comunque.Poche ma autorevoli (molto autorevoli) voci ci sono.

Un articolo del Corriere della Sera del 14 marzo 2006, questo il link

archiviostorico.corriere.it/2006/marzo/14/

Fanfani_regole_per_gli_avvocati_co_9_060314037.shtml

cita una proposta di legge, sarebbe davvero bello che qualcuno la ripresentasse (del 2006 dunque decaduta) di un deputato dell'allora Margherita, Giuseppe Fanfani.Nell'articolo veniva commentata l'idea dell'incompatibilità Avvocati-Parlamentari lanciata sullo stesso quotidiano milanese da Vittorio Grevi.

Grevi non è uno qualsiasi.

Nato a Pavia il 2 settembre 1942, laureato in giurisprudenza nell'Università di Pavia nel 1965, assistente ordinario di Istituzioni di diritto e procedura penale (dal 1969), è professore ordinario a tempo pieno di Procedura penale nella Facoltà di giurisprudenza dell'Ateneo pavese (dal 1974), dopo aver insegnato la stessa materia nella facoltà di giurisprudenza dell'Università di Macerata (1971-75). Socio fondatore e segretario (dal 1985 al 1997) dell'Associazione tra gli studiosi del processo penale è attualmente uno dei tre membri italiani (insieme a Giorgio Marinucci e Giuliano Vassalli) della Fondation internationale pénale et pénitentiaire.

Nel video qua sopra vedete invece uno dei tanti attuali parlamentari-avvocati che è pure attualmente anche la Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Giulia Bongiorno (Alleanza Nazionale) e legale del collegio difensivo di Raffaele Sollecito, imputato nel processo sull'omicidio di Meredith Kercher a Perugia.

Voi cosa ne pensate? E' giusto che una persona sia contemporaneamente deputato e avvocato?

E' ragionevole o meno che un parlamentare faccia "solo" l'onorevole?

Siete d'accordo con una nuova legge (che potrebbe essere di iniziativa popolare) che contenga l'incompatibilità assoluta tra professione forense e mandato parlamentare?

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Assolutamente d'accordo.
Mario

Anonimo ha detto...

PAROLE SACROSANTE

Anonimo ha detto...

…che è questo?uno sfogo oppure un delirio?!?!?

Anonimo ha detto...

La proposta di Atzori mi sembra più che giusta.Il delirio è che ancora questa proposta non sia legge.
E' così evidente che l'incompatibilità tra le due professioni c'è tutta.E poi scusa mi spieghi come fa uno a fare bene due professioni?

Andrea Atzori ha detto...

Caro Amico, nessuno sfogo e neanche delirio.
La mia è una seria riflessione e una proposta concreta, molto concreta di legge.
Se uno viene eletto ed è avvocato si sospende dalla professione di legale per poi ritornarvi quando ridiventerà un cittadino come gli altri.
Chiaro il concetto?
E poi spiegami sicuramente tu trovi giusto che analoga regola valga per i magistrati?Perchè per gli avvocati non dovrebbe valere?

Anonimo ha detto...

Giustissimo.Ma sapete quanto prendono i parlamentari?E c'è qualcuno che pensa che debbano poter fare anche gli avvocati, magari nei processi più famosi dove vanno sempre in tv Cogne, Perugia ecc e raddoppiare così lo stipendio?
Se c'è da firmare qualcosa Atzori te la firmo subito.Facci sapere.

Anonimo ha detto...

Se uno fa il professore fa il professore.
Se uno fa il venditore di fiori fa il venditore di fiori.
Se uno fa l'avvocato e vuole fare il politico certo fa un terno al lotto.Ma se devo scegliere e se guardo a chi come me fatica ad arrivare a fine mese certo che se il politico molla per un pò la toga e lascia spazio ad altri avvocati, magari giovani, non sarebbe poi così male.

Anonimo ha detto...

Visto che un avvocato non ha nessun potere decisionale, A DIFFERENZA di un magistrato, mi sembra la tua solo una polemica a basso costo. Punto.

Andrea Atzori ha detto...

A bello anonimo di mamma!
Polemica a basso costo!
Ma hai capito che non è una questione che invento io.
To, leggiti questo articolo del Corriere della Sera.
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FAVOREVOLE
Fanfani (Dl): regole per gli avvocati-onorevoli? Sì, con la mia proposta non ci saranno più abusi

ROMA - Giuseppe Fanfani, penalista, responsabile Giustizia della Margherita, deputato uscente e candidato in Toscana nel listone dell' Ulivo, è l' autore di una proposta di legge che, una volta approvata, taglierebbe le gambe al doppio lavoro di avvocato-deputato. E commenta così la proposta lanciata da Vittorio Grevi sul Corriere della Sera di ieri. Nel suo progetto l' incompatibilità tra attività parlamentare e forense è totale? «Si può scegliere: o l' avvocato si sospende dall' Albo, e la Camera versa i contributi figurativi, oppure può continuare pure a esercitare l' attività forense ma evitando scrupolosamente le cause a favore o contro la Pubblica amministrazione». Questo accorgimento sconterà molti avvocati eletti in Parlamento. «Quelli che fanno amministrativo molto spesso diventano il riferimento di tutti gli affari che riguardano gli enti pubblici. Per questo un amministrativista si arricchisce». In che senso, avvocato Fanfani? Chi si arricchisce a fare il doppio lavoro avvocato-deputato? «Ai colleghi voglio dire che non bisogna approfittare della carica pubblica. Ecco perché chi non si autosospende non dovrebbe curare cause civili né a favore né contro la pubblica amministrazione». E nel penale? «L' incompatibilità deve riguardare tutte quelle cause per reati che offendono la pubblica amministrazione. E tanto per intenderci, parlo di peculato, concussione, bancarotta. Ecco, il parlamentare-avvocato può occuparsi al massimo di reati bagattellari». Questa legislatura, invece, ci ha abituati ad avvocati del premier che danno il proprio nome alle leggi di modifica della procedura penale. «È la conseguenza della mancanza di questi principi di fondo. Del resto, la proposta che ho fatto io è banale». Però, da tutti gli schieramenti, gli avvocati eletti in Parlamento dicono che non vogliono perdere i clienti. «E va bene, però non glielo ha ordinato il dottore di farsi eleggere. Fare il parlamentare non è una medicina, non lo ordina il medico». Ma le resistenze ci sono anche da parte degli avvocati eletti con il centrosinistra. «Immagino che sia così. Anch' io ho continuato a esercitare la professione durante il mandato parlamentare ma ho difeso, gratis, tutti i disgraziati di questo mondo. È una questione di coscienza». Le sarà pure arrivata qualche proposta interessante in questi anni. «Ho rifiutato molte proposte, ma ora non vorrei diventare un esempio di moralismo. Non è il caso». Nel programma dell' Unione non c' è mica questa norma sull' incompatibilità». «No, non c' è». Potrebbe essere una bella battaglia. «Sì, una bella battaglia di moralità». D.Mart.

Martirano Dino


Pagina 13
(14 marzo 2006) - Corriere della Sera

----------fine articolo----
Quanto poi al costo?
Basso costo?
Mi sembra che l'argomento economico su questo problema è una delle motivazioni (non la sola) a far propendere per l'incompatibilità delle due professioni.
Sostieni infine che l'avvocato non decide.Bene, vero verissimo.
Potrei ribatterti anche il magistrato (da solo) non decide quasi, mai.A parte i collegi non monocratici ordinanze e sentenze sono viste in vari gradi e dunque da diverse persone.Eppure, dico eppure, per i magistrati oggi è legge l'incompatibilità delle due professioni.
Oggi un magistrato non può fare contemporaneamente il deputato e addirittura deve mollare la magistratura se si candida.
Dunque bello come la mettiamo?
Mi sembra di aver spazzato le tue davvero tenui argomentazioni.
O no?